PARIGI - «La distruzione del patrimonio culturale e artistico dell'Iraq è un crimine di guerra»: così, con estrema durezza, l'Unesco ha definito l'abbattimento con le ruspe delle vestigia dell'antica città assira di Nimrud da parte dei miliziani dello Stato Islamico, avvenuto appena una settimana dopo la diffusione del video un cui gli uomini del Califfato distruggono a picconate le statue del museo di Mosul. L'Is considera ogni tipo di statue e raffigurazioni di divinità come "falsi idoli" e con questa giustificazione attacca ogni tipo di opera e sito culturale iracheno. Nimrud, fondata nel tredicesimo secolo avanti Cristo, si trova 30 chilometri a sud-est di Mosul. Secondo il governo iracheno, i camion potrebbero essere stati usati dai miliziani anche per portar via i reperti. Impossibile comunque almeno finora misurare l'entità del danno. Nimrud è il nome arabo dell'antica città assira di Kalhu, sul fiume Tigri nel nord della Mesopotamia. La città, conosciuta come Calah nella Bibbia, fu costruita dal re Shalmaneser durante l'impero assiro Medio. La città ha guadagnato la fama quando il re Assurnasirpal II del neo impero assiro ne fece la sua capitale a scapito di Ashur. Molti artefatti erano stati già portati nei musei di Bagdad, ma altri rimanevano sul posto, e anche se alcuni erano solo repliche, altri erano di inestimabile valore. Secondo un esponente della comunità assiro- cristiana, Yonadam Kanna, la distruzione di Nimrud potrebbe anche essere il tentativo di coprire il fatto che i miliziani avevano già saccheggiato il sito e trafugato i reperti, vendendoli sul mercato nero. La massima autorità sciita irachena, il grande ayatollah Ali al-Sistani, ha invitato il paese a fare uno sforzo unitario per combattere il Califfato: «Giorno dopo giorno emerge la necessità di unirsi e combattere la feroce organizzazione che non risparmia né gli uomini né i siti archeologici », ha detto durante il consueto sermone del venerdì, pronunciato da un suo collaboratore. «Condanno con la massima forza la distruzione del sito di Nimrud», ha dichiarato Irina Bokova, direttore generale dell'Unesco. «Non possiamo restare in silenzio ha continuato la deliberata distruzione di un patrimonio culturale costituisce un crimine di guerra, e lancio un appello a tutti i leader politici e religiosi della regione di schierarsi contro questa nuova barbarie». Ora cresce l'allarme anche per il patrimonio storico e culturale di altre zone minacciate dall'Is, come i siti archeologici di Cirene, Leptis Magna e Sabratha in Libia. Il 26 febbraio le milizie dell'Is avevano diffuso un video nel quale mostravano il saccheggio nel museo di Mosul di una novantina di reperti, molti dei quali originali e di valore inestimabile. Un anno fa i jihadisti avevano attaccato la Biblioteca di Mosul che contiene migliaia di libri e manoscritti rari, molti dei quali sono stati bruciati. L'estate scorsa, l'Is aveva distrutto con la dinamite il Mausoleo di Nabi Yunes: la tomba del profeta Giona è uno dei mausolei più celebri di Mosul e meta di pellegrinaggio. «Da tempo abbiamo cercato di allertare le autorità irachene sulla necessità di proteggere il patrimonio archeologico e culturale », racconta Stuart Gibson, esperto all'Unesco. Al di là delle condanne ufficiali, il governo di Bagdad sembra impotente nella difesa dei tesori del paese. «Purtroppo ormai la popolazione è stremata. Non ci resta che guardare con disperazione quello che sta accadendo».
"Distruggere l'arte è un crimine di guerra"
L'Unesco ha definito la distruzione del patrimonio culturale e artistico iracheno, in particolare la distruzione della città assira di Nimrud, come un crimine di guerra. La città, fondata nel tredicesimo secolo a.C., è stata distrutta con le ruspe dai miliziani dello Stato Islamico. La distruzione è stata definita come un atto di barbarie e un crimine di guerra. L'Unesco ha lanciato un appello a tutti i leader politici e religiosi della regione di schierarsi contro questa nuova barbarie. La distruzione di Nimrud è solo l'ultima di una serie di attacchi ai siti archeologici iracheni, tra cui il museo di Mosul e il Mausoleo di Nabi Yunes.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo