PRECIPITANO i cipressi di Boboli e delle Ville medicee, volano tegole dal tetto di Palazzo Pitti. Tremano vetri e lampadari, vanno in pezzi i vasi storici nel chiostro di San Lorenzo. Al Poggio Imperiale uno dei due grandi leoni in pietra che sorvegliano l'ingresso al viale, spaccato in due da un albero. Danni al Parco di Pratolino. Nei giardini e nei musei fiorentini, la grande paura torna dopo meno di sei mesi: a settembre erano state la pioggia e la grandine a far chiudere d'urgenza cancelli e portoni; ieri è stato il vento, che si è abbattuto sulla città e sul suo patrimonio storico, quello verde in primis. Chiuso sin dal mattino il giardino di Boboli, dove il vento ha spazzato via alcuni dei cipressi più antichi, i cui rami sono finiti ovunque, sbarrando l'accesso ad aiuole e vialetti. «La sensazione è stata quella di rivivere un incubo dice Alessandra Griffo, direttrice del giardino ma almeno questa volta, a differenza di settembre, non ha piovuto, e questo ci fa sperare di riuscire a riaprire più velocemente. Inoltre, là dove abbiamo eseguito di recente interventi di manutenzione, per esempio sugli alberi del prato delle Colonne, non ci sono stati danni». I giardinieri ieri hanno lavorato fino al tramonto, ma il parco granducale resterà chiuso almeno per oggi, per rendere possibili i sopralluoghi necessari. Diversi alberi sono crollati a Villa della Petraia, anch'essa chiusa tutto il giorno; un cipresso nel parco di Castello. A Cerreto Guidi, comunque visitabile, sono precipitate nel giardino alcune piante che si trovavano al di là delle mura. Altri cipressi sono crollati in nottata nel Cimitero degli Inglesi, danneggiando alcune tombe; uno si è abbattuto sulla cancellata. La grande paura ha riguardato poi le altezze: per l'intera giornata è rimasta chiusa in via preventiva la Torre di Arnolfo, mentre l'accesso alla Cupola del Brunelleschi è rimasto aperto solo parzialmente, fino al ballatoio. Nel chiostro della basilica di San Lorenzo svariati vasi sono stati spaccati dalle raffiche, che hanno causato anche la caduta di numerose tegole. Un «disastro» secondo il presidente dell'Opera medicea laurenziana, Enrico Bocci, secondo il quale «nelle prossime ore, servirà un intervento di messa in sicurezza complessivo, visto che il chiostro è stato danneggiato anche nel corso della grandinata dello scorso settembre. Alcuni vasi finiti in pezzi erano storici, avevano più di cento anni». Tegole sono volate via dal tetto di Palazzo Pitti, e l'intera piazza è stata transennata dal mattino. Sempre a Pitti, è stato sospeso l'accesso dal Rondò di Bacco a Boboli, a causa dei problemi ai tiranti di un grosso lampadario. Lungo l'autostrada A1, infine, le raffiche di vento hanno fatto sollevare una parte della copertura in rame della chiesa di San Giovanni Battista, progettata da Giovanni Michelucci: «Se s'interverrà presto i danno non sono gravi. La parte della copertura sollevata e staccata dal legno è comunque rimasta sul tetto», ha spiegato il parroco, don Elio Pierattoni. Gravi danni per il vento anche a Cortona (Arezzo) dove è crollato il campanile della chiesa di Mezzavia, frazione del comune di Cortona, risalente al Seicento.