L'ARTE è sacra. Soprattutto per i 994 musei religiosi disseminati sul territorio italiano che, da domani per tutto il week-end, celebrano in cordata la Terza giornata dei musei ecclesiastici italiani. Un fine settimana dedicato alla valorizzazione del patrimonio della chiesa, attraverso ingressi gratuiti, visite guidate, mostre e iniziative utili ad avvicinare il pubblico a collezioni ritenute a volte, per un certo pregiudizio, un po' secondarie. Ma che «per la verità spiega Paolo Biscottini, direttore del Diocesano di Milano non hanno nulla da invidiare a quelle dei musei pubblici, civici o statali. Le opere d'arte sacra che si trovano nei nostri musei non sono diverse dalle opere della Pinacoteca di Brera o del Castello Sforzesco; l'unica differenza è che cambia la proprietà. Appartengono alle diocesi, agli ordini, alle parrocchie o a enti non ecclesiastici custodi di beni dall'origine devota ». Capolavori, spesso. Calici d'oro tempestati di gemme del Rinascimento, statue monumentali arrivate dalle facciate delle cattedrali romaniche, pale d'altare dei maestri del Cinquecento. Non solo arredi liturgici, ma dipinti, sculture, codici miniati, scampati alle soppressioni napoleoniche, che li hanno visti rispuntare proprio a Brera (o al Louvre), migrare in raccolte pubbliche o passare disgraziatamente dagli altari al mercato antiquario. Ma che, al contrario, sono rimasti legati alla chiesa. Come un gioiello gotico, il Polittico di Sant'Orsola di Vivarini, conservato al Museo Diocesano di Brescia. O il dipinto giovanile, già pienodipathos,delTintoretto, Gesù nel Tempio, ritrovato nella sacrestia del Duomo di Milano dopo la seconda guerra mondiale e oggi esposto fra i masterpiece nel nuovo Museo del Duomo, a Palazzo Reale.E,ancora,la Via Crucis bianca,14 formelle in ceramica di Lucio Fontana, che il Diocesano di Porta Ticinese allinea accanto ai gessi realizzati dal maestro dei "tagli" nel 1950, in occasione del concorso per la quinta porta del Duomo. Organizzata dall'AMEI, l'Associazione Musei Ecclesiastici Italiani guidata da un neo presidente, Domenica Primerano, direttrice del Diocesano di Trento questa iniziativa sogna di sdoganare l'immagine del museo d'arte sacra, spingendo il pubblico a riflettere su un fatto: «il 75 per cento del patrimonio dei musei italiani dice Biscottini ha comunque una provenienza ecclesiastica». Ecco allora che, in un programma denso di appuntamenti, una decina sono lombardi. A partire da quelli milanesi, compresa la Galleria d'arte sacra dei contemporanei di Villa Clerici e il Museo dei Cappuccini con una sezione dedicata a Fra Cristoforo, ai Promessi sposi e alla ricostruzione del Lazzaretto. Fra le curiosità: nel Museo del Tesoro di Chiavenna è conservata la famosa Pace di Chiavenna, l'evangeliario medievale in oro zecchino, perle e smalti, capolavoro d'oreficeria, donato da un vescovo tedesco che nel 1176 accompagnò il Barbarossa fra le valli. Val bene una messa.