Dopo la barbara distruzione delle statue di Ninive, un altro attacco all'antica città assira di Nimrud, in Iraq sferrato dallo Stato Islamico (Is) contro l'immensa eredità storica del Paese. Il ministero del turismo e delle antichità iracheno sulla pagina ufficiale di Facebook denuncia che i jihadisti hanno «assaltato la città storica di Nimrud e l'hanno rasa al suolo con mezzi pesanti». L'opera di distruzione con i bulldozer è iniziata ieri, dopo la preghiera di mezzogiorno, con l'uso di alcuni camion a bordo dei quali sono anche stati prelevati antichi manufatti. «Al momento non sappiamo quanto estesa sia la distruzione», ha detto un funzionario del ministero a condizione di anonimato. Nimrud, considerata uno dei gioielli dell'epoca assira, è stata fondata nel tredicesimo secolo prima di Cristo e si estende lungo il fiume Tigri per circa trenta chilometri a sud di Mosul, roccaforte dell'Is in Iraq. «Il loro piano è quello di distruggere il patrimonio iracheno, un sito alla volta», ha detto l'archeologo Abdulamir Hamdani della Stony Brook University di New York. I tesori di Hatra e Nimrud «Hatra sarà certamente la prossima», ha sostenuto riferendosi a una meravigliosa città di duemila anni fa nella provincia di Nineveh, patrimonio storico dell'Unesco. La distruzione di Nimrud arriva a una settimana dalla diffusione del video da parte dell'Is nel quale si vedono uomini armati di asce e picconi che fanno a pezzi le statue e i manufatti conservati nel museo di Mosul. Nell'interpretazione estremistica dell'Islam adottata dall'Is, le statue, gli idoli e i santuari sono oggetti di culto diversi da Dio e per questo vanno distrutti. Molti dei manufatti distrutti nel museo di Mosul provenivano da Nimrud e Hatra. Unesco, distruzione Nimrud è crimine di guerra La distruzione dell'antica capitale assira Nimrud da parte dei militanti dell'Isis «costituisce un crimine di guerra». Lo denuncia in un comunicato la direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova, che fa «appello a tutti i responsabili politici e religiosi della regione a sollevarsi contro questa barbarie».