di Clemy De Maio Piazza Cavour punto e a capo. Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar e accoglie il ricorso dell'associazione d'imprese guidata dal gruppo Andreozzi, che nel sottosuolo tra il palazzo della Provincia e il Lungomare progetta di realizzare un parcheggio con 236 posti pubblici e 90 box privati. Eppure non è ancora finita, perché lungi dal definire nel merito la valutazione negativa della Soprintendenza, i giudici ripassano la palla all'ente di via Tasso, chiamato a esprimere un nuovo parere che almeno eviti di essere «immotivato e contradditorio» come quello giunto all'esame d Palazzo Spada. Significa che l'iter riparte, che il Comune convocherà una nuova conferenza di servizi e che in quella sede il soprintendente dovrà provare a dire un'ultima parola su un progetto per il quale in due anni si sono susseguiti cinque pareri, non di rado discordanti. Per i costruttori è un bel passo in avanti, perché il Consiglio di Stato riapre una procedura che il Tar aveva imposto di accantonare e che una nuova pronuncia negativa avrebbe seppellito in via definitiva. Però non è abbastanza per essere certi di poter realizzare l'opera e tantomeno di poterlo fare in fretta, visto che quale che sarà la scelta del soprintendente è facile immaginare che su questa si aprirà una nuova trafila di ricorsi. Non a caso il fronte del "sì" e quello del "no" restano sulle barricate. «È vero che la Soprintedenza dovrà rideterminarsi, ma dovrà farlo sulla base delle indicazioni del Consiglio di Stato osserva il legale dell'impresa, Marcello Fortunato E queste indicazioni precisano che il vincolo indiretto generato dalla presenza di Palazzo Sant'Agostino non ha rilevanza, perché il parcheggio che si prevede è tutto nel sottosuolo». Ma per l'avvocato Gaetano D'Emma, che assiste il gruppo "Figli delle chiancarelle"costituitosi in giudizio ad opponendum, non basta: «Siamo sereni sottolinea perché la sentenza dà atto che in quell'area possono essere realizzati solo interventi di manutenzione e opere modeste». Il contenzioso si gioca su due tipi di vincoli: quello paesaeggistico (perché l'area è a ridosso del mare) e quello indiretto legato all'esigenza di non creare interferenze con il bene culturale Palazzo Sant'Agostino. Dal 2011 al 2013, tra richieste di chiarimenti e modifiche al progetto, la Soprintendenza si è espressa in maniera altalenante: prima uno stop, poi un via libera, quindi tre "no" fondati su argomentazioni diverse, fino a determinare nell'ottobre del 2013 la chiusura con esito negativo della Conferenza di servizi. In quella sede l'ente diede una valutazione favorevole sotto il profilo paesaggistico, ma espresse giudizio contrario per gli effetti sull'edificio tutelato, poiché le rampe di accesso al parcheggio avrebbero prodotto "una sensibile riduzione del valore culturale dell'area". Una contraddizione secondo i giudici, visto che nel parere paesaggistico la stessa Soprintendenza dava atto che nell'ultima versione del progetto non sarebbero state previste opere emergenti. Da qui la censura del provvedimento, per contraddittorietà e «assoluta carenza della doverosa specifica, concreta e circostanziata motivazione del parere contrario». E ora si riparte. RIPRODUZIONE RISERVATA 03 marzo 2015 sez.
SALERNO - Parcheggi a piazza Cavour, si riparte
Il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tar che aveva fermato il progetto di realizzare un parcheggio con 236 posti pubblici e 90 box privati nel sottosuolo tra il palazzo della Provincia e il Lungomare. La Soprintendenza dovrà nuovamente esprimere un parere sul progetto. Il progetto era stato fermato due anni fa dalla Soprintendenza, che aveva espresso tre "no" fondati su argomentazioni diverse. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il vincolo paesaggistico non ha rilevanza, ma che la Soprintendenza dovrà rideterminarsi sulla base delle indicazioni del Consiglio di Stato.
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