L'AQUILA. Le opere del museo nazionale d'Abruzzo, ospitate fino all'aprile 2009 all'interno del castello cinquecentesco, torneranno presto ad avere una "casa". Il 2 maggio, infatti, il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, inaugurerà la nuova sede del museo nei locali dell'ex mattatoio, a borgo Rivera. Ad annunciare l'apertura, attesa ormai da anni, è la soprintendente e direttore regionale supplente, Lucia Arbace, che nei prossimi giorni dovrebbe firmare il contratto che sancisce il nuovo incarico di direttore del Polo museale dell'Abruzzo. Non tutte le opere che erano nel forte spagnolo, però, potranno essere fruibili nell'ex mattatoio. «Delle circa 500 opere d'arte che erano custodite al castello è stata operata una selezione delle principali, circa 120, ma si tratta, nella maggior parte dei casi, di capolavori assoluti» spiega l'Arbace. «Renderò fruibili, per quanto possibile, a rotazione le rimanenti opere nelle altre sedi museali, soprattutto il castello di Celano e la Badia Morronese, in attesa che si concludano i lavori del castello». Gli interventi strutturali per il recupero e la messa in sicurezza dell'ex mattatoio comunale sono cominciati nel 2011 e dovevano terminare entro il 2013. Tra le opere che torneranno in mostra il Martirio di San Bartolomeo di Mattia Preti e il Trittico di Beffi. «In quest'ultimo periodo stiamo lavorando alacremente per arrivare preparati alla data del 2 maggio», continua la soprintendente. «Stiamo anche definendo un piano di comunicazione e la creazione di un logo». Le sale del museo saranno suddivise con una scansione cronologica: si partirà dalla sezione archeologica per passare a quella dedicata al Medioevo e poi le testimonianze più significative della civiltà artistica in Abruzzo fino al Settecento. «La compagine più numerosa sarà certo quella che illustra la stagione rinascimentale» continua Lucia Arbace. «Le opere Ottocentesche, ma anche quelle di arte moderna e contemporanea potranno essere esibite, almeno sotto forma di mostre temporanee, all'ex convento di Santa Maria del Soccorso, il cui restauro è prossimo alla conclusione grazie ai finanziamenti Arcus. Nel nuovo museo ogni opera sarà esposta in assoluta sicurezza, con supporti di tipo antisismico. Ciò per evitare», conclude, «che si ripeta ciò che è accaduto nel 2009 al del castello». (m.c.)