Il braccio destro del ministro Franceschini indagato per un buco di sei milioni di euro IL TEATRO della Tosse è Tric, teatro di rilevante interesse culturale. Il teatro dell'Archivolto, forse, "centro di produzione". E la notizia arriva nel giorno in cui il potentissimo direttore generale del Mibact, Salvo Nastasi, finisce nel mirino della Corte dei Conti con altri manager di Stato per un presunto spreco di 6 milioni di euro spesi per spettacoli allestiti all'interno del complesso archeologico di Pompei. Ieri la commissione consultiva per la prosa del Ministero dei Beni culturali, la stessa che una settimana fa ha clamorosamente bocciato il teatro Stabile di Genova dal gruppo di "teatri nazionali", ha invece ammesso ieri uno dei due teatri genovesi che avevano presentato domanda di essere riconosciuti "di rilevanza culturale", per il triennio 2015-2017, ovvero la Fondazione Luzzati teatro della Tosse di Genova. Altra bocciatura per un teatro genovese, il prestigioso teatro dell'Archivolto, di cui non è stata accettata la candidatura a Tric. Quasi sicuramente, però, sarà "ripescato" nella prossima seduta della commissione e si aggiudicherà, almeno, la designazione di "centro di produzione". Una messe non rigogliosa come si pensava, quella di Genova nel campo del Mibact: perché di quella che era definita "la città dei teatri" rimangono due teatri di rilevante interesse culturale (lo Stabile e la Tosse) e un, "forse", centro di produzione. «Siamo felici, ci aspettavamo proprio questa nomina festeggia Amedeo Romeo, neodirettore del teatro della Tosse - quando abbiamo letto la legge, abbiamo pensato che la Tosse rispondeva a tutte le richieste. La danza, l'innovazione, i giovani, la multimedialità». A rendere sicuri gli eredi del teatro fondato da Tonino Conte, Aldo Trionfo e Lele Luzzati del risultato era anche l'attività produttiva: «Siamo un teatro che lavora dodici mesi all'anno, d'inverno nella sede e d'estate con gli spettacoli nelle piazze». ( m. bo.)