ROMA - "Ma come si fa a procedere a un sequestro senza che un solo giudice mi abbia condannato? È tutto una bufala, una enormità. Io sono un funzionario della Protezione civile. Quest'accusa legata al denaro mi umilia, mi offende sotto il profilo umano, prima ancora che politico. Della solidarietà e del volontariato io faccio un credo di vita, anche adesso nella mia qualità di coordinatore dei club Forza Silvio, come in passato da uomo dello Stato. E uomo dello Stato resto". Marcello Fiori, 55 anni, dirigente generale della Protezione civile, è in aspettativa dal 2013 per guidare la nuova creatura politica ideata da Silvio Berlusconi. Alle 19.30 appare come un uomo provato, dietro la scrivania del suo studio al primo piano della sede di Forza Italia di San Lorenzo in Lucina. Maniche della camicia arrotolate, cravatta allentata, al termine di una giornata da tritacarne, cominciata con gli agenti della Finanza che hanno bussato alle porte di casa alle 6.40. "Ho temuto subito fosse successo qualcosa a mio figlio, sono stati istanti di panico, non che dopo, quando ho saputo, sia andata meglio...". È stato commissario straordinario agli scavi di Pompei dal marzo 2009 al giugno 2010, presidente del Consiglio era Berlusconi, ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Partiamo da quei sei milioni di euro, dottor Fiori? "Ma chi li ha mai visti? È la cifra del presunto danno erariale quantificato dalla sola accusa nel processo penale per presunto abuso d'ufficio. Inchiesta iniziata nel lontano 2010, vorrei ricordare, e aperta da Diego Marmo, lo stesso pm che accusò ingiustamente Enzo Tortora. Per me l'avviso di garanzia a sua firma, perché poi lo hanno fatto anche procuratore a Torre Annunziata, è un punto d'orgoglio". Intanto, l'inchiesta si è conclusa e lei è stata rinviato a giudizio. "Per abuso d'ufficio, ripeto. Il processo è già iniziato. Mi difenderò in tutte le sedi". Dicevamo dei sei milioni. "È un falso incredibile che mi siano stati sequestrati. La Finanza è riuscita a trovare e bloccare solo il conto corrente intestato a mia moglie da 27.600 euro e si può immaginare come lei l'abbia presa. Ah no, ecco. Bloccano anche un quinto del mio stipendio da funzionario, da 5.600 euro. Una vera ingiustizia, una limitazione alla mia libertà personale". Risulta che lei abbia alienato dei beni per sottrarli al rischio sequestro. "Ho ceduto il 50 per cento della casa che avevo a mio figlio. Dopo una sentenza di divorzio. Lo scriva però, eh. Ed è avvenuto ben due anni fa. E in più, ho ceduto il diritto di abitazione della stessa casa alla mia attuale moglie. Parliamo di questo?" Da commissario lei avrebbe speso per valorizzare il teatro antico e renderlo fruibile con spettacoli, più che per i restauri. "Ecco, guardi l'ordinanza del presidente del Consiglio del 2010 (Berlusconi, ndr), all'articolo 1 parla di valorizzazione del patrimonio archeologico, non solo di restauro. Io mi sono avvalso dei poteri che competono a un commissario". Non è andato oltre? Avrebbe affidato appalti senza gara. "No. I poteri di affidamento senza gara competono al commissario, che per sua natura deroga alle norme. Altrimenti si dica che si deve procedere per vie ordinarie". Ha sentito Berlusconi? Cosa le ha detto? "Certo che l'ho sentito. E gli ho rassegnato le mie dimissioni da coordinatore dei club. Mi ha risposto "non scherziamo" e mi ha incoraggiato, invitandomi ad andare avanti. Mi basta".