Castelvetrano. Sulle rovine della colonia greca di Selinunte, fondata nel 628 avanti Cristo dal condottiero Pammilo, in epoca medievale sarebbe stata ricostruita una nuova città. E' stato il professore Henri Bresc, uno dei massimi storici del periodo medievale, a trarne la conclusione nei giorni scorsi al termine del riesame di uno scritto di Saba Malaspina, un cronista di Manfredi di Svevia, ultimo sovrano svevo del regno di Sicilia e figlio di Federico II, che racconta della volontà del re di realizzarvi, nel 1258, una città nella quale trasferire gli abitanti di Monte San Giuliano, l'attuale Erice, che si erano ribellati a lui. L'intuizione di Bresc potrebbe, dunque, contribuire a riscrivere la storia dell'antica Selinunte aggiungendovi un nuovo e importante tassello. A confutare l'ipotesi dello studioso francese sono i reperti archeologici di età medievale trovati negli anni nel corso di varie campagne di scavi svolti all'interno dell'area dell'Acropoli, tra cui monete di Manfredi, una fornace per la calce e i resti di costruzioni medievali. "Secondo quanto riportato da Malaspina - dichiarano gli architetti castelvetranesi Pasquale Calamia, Mariano La Barbera e Giuseppe Salluzzo, studiosi dell'epoca federiciana e che a Castelvetrano hanno individuato all'interno di Palazzo Pignatelli il castello di Federico II Bellum Videre - i ribelli da Monte San Giuliano furono deportati nella foresta di Bonreparium, storpiatura del toponimo di Birribaida, antica baronia di Campobello di Mazara, per ricostruire sotto la guida di un funzionario regio una nuova città in un luogo dove rimanevano le orme dell'antica città di Apollo (ubi veteris civitatis Apollinis, vestigia subsistebant)". A detta dei tre studiosi castelvetranesi, che condividono l'ipotesi di Henri Bresc, Selinunte medievale è da mettere in relazione sia con la presenza dei castelli federiciani (inseriti nella lista dei castra exempta) Bellum Videre, a Castelvetrano e Bellum Reparium, a Campobello di Mazara (i cui resti sarebbero all'interno dell'attuale Municipio), sia con la foresta di caccia dell'imperatore Federico II nell'area del Basso Belice che oggi comprende i territori trapanesi di Castelvetrano, Campobello e Mazara e quello agrigentino di Menfi. «Da quanto emerso dai nostri recenti studi però - concludono Calamia, La Barbera e Salluzzo - la fondazione della nuova Selinunte sveva non fu mai completata poiché il tentativo di ricostruzione ordinato da re Manfredi al funzionario regio di Bonreparium si interruppe a causa della morte del sovrano avvenuta nel 1266». Margherita Leggio 03032015
SICILIA - Castelvetrano. La scoperta di uno studioso. Trovati reperti in varie missioni. Selinunte città anche medievale
In epoca medievale, secondo il professore Henri Bresc, sarebbe stata ricostruita una nuova città su rovine della colonia greca di Selinunte, fondata nel 628 a.C. da Pammilo. La città sarebbe stata fondata da re Manfredi di Svevia nel 1258, trasferendo gli abitanti di Monte San Giuliano (attuale Erice) che si erano ribellati a lui. Tuttavia, gli architetti castelvetranesi Pasquale Calamia, Mariano La Barbera e Giuseppe Salluzzo hanno individuato reperti archeologici di età medievale, tra cui monete di Manfredi e resti di costruzioni medievali, che confutano l'ipotesi di Bresc.
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