Studenti in marcia da Caposoprano al Museo archeologico per far sentire la propria voce e chiedere maggiori interventi perché « i beni culturali e il turismo sono il petrolio della nostra città». Un motto in un momento in cui cambia l'economia locale discostandosi dall'industria. Gli studenti gelesi adesso puntano sul turismo, anche i percorsi di studi che hanno affrontato in questi anni puntano sulla rivalutazione dei beni archeologici. Molti dei ragazzi ieri scesi in piazza hanno conosciuto le ricchezze custodite all'interno del museo durante le attività scolastiche, facendo le mini guide ai visitatori. Sono trascorsi tantissimi anni da quando alunni delle scuole elementari indossavano la gonna blu e la camicia bianca delle mini guide. Adesso sono avanti negli studi, sognano il percorso universitario da intraprendere dopo aver conseguito il diploma e temono di non poter restare nella loro città. Un cammino silenzioso, poi il sonoro applauso davanti al museo archeologico per una vittoria ottenuta grazie all'impegno dei tanti volontari gelesi che si sono immersi nello «scrigno» chiamato Mar Mediterraneo. «Il nostro è un patrimonio che deve essere valorizzato - ha detto Marzia Fici - per questo motivo siamo scesi in piazza per coinvolgere tutta la città». «Un patrimonio - ha aggiunto Ilaria Canale - di cui non ci rendiamo conto, eppure è nascosto dietro le nostre spalle e non riusciamo ad apprezzarlo». Il coro è unanime, il turismo potrebbe diventare l'industria del futuro. E sono gli studenti, quelli che per gli adulti sono stati negli anni distratti, a chiedere una maggiore attenzione ora che l'industria deve cambiare volto». «Bisogna potenziare il settore turistico - aggiunge Emanuele D'Angeli - ma bisogna sensibilizzare anche la gente del posto» perché «non tutti - prosegue Elisa Tascone - conoscono i gioielli custoditi all'interno del nostro museo». I giovani gelesi sono entrati nel museo in occasione delle conferenze, durante le visite organizzate dalle scuole, c'è stata chi come Federica Ficicchia ha anche recitato tra i reperti. «Un mondo da scoprire - dice Alessia Paolello - e dobbiamo fare in modo che in molti conoscano i nostri reperti». «Un turismo - dice Silvio Cannizzo - che fino ad oggi non c'è stato, ma bisogna valorizzare quello che di bello c'è nella nostra città dai reperti più classici come quelli presenti all'interno del museo, a quei piccoli gioielli come il cinema ed il teatro. La rivalutazione della nostra città passa anche da questo». Tra le tante proposte avanzate dagli studenti anche un'applicazione per smartphone «che elenchi i punti di forza del nostro territorio - dice Giacomo Belgiorno - in modo che un turista non salti la tappa gelese e diventi quasi un dovere visitare la nostra città». Tutto questo nell'ottica che «bisogna cambiare mentalità - conclude Francesco Ivan Leone - anche tra i nostri cittadini perché la nostra è una città ricca di storia dove serve maggiore attenzione e maggiore senso civico per attrarre i turisti e creare nuove forme di occupazione». L. M. 03032015