Il Tar del Lazio si pronuncerà oggi sul ricorso presentato da Italia Nostra in merito al progetto e al bando di concorso di quella che con ogni probabilità sarà la futura metro C di Roma. L'associazione ambientalista che chiedeva un progetto più «leggero» di quello uscito dal bando di gara di Roma Metropolitane, e che ha presentato ricorso al tribunale amministrativo, avrà come controparte il Comune di Roma e l'altra associazione ambientalista di Legambiente. Nel giorno prima della sentenza non mancano i pareri. Per l'amministrazione comunale la realizzazione della metroCdiRoma è «un obiettivo prioritario, un dovere verso la città», ha detto il sindaco Walter Veltroni. «Con questo intervento, prefigurato sin dal piano regolatore del 1962, progettato e verificato nell'arco di anni e giunto, finalmente, all'avvio della fase attuativa - ha fatto notare il sindaco - la città potrà davvero disporre di una rete significativa di linee metropolitane, iniziando così a colmare un ritardo storico in questo settore. La Linea C, infatti, congiungendo aree lontane della città attraverso il centro storico, contribuirà in modo determinante a cambiare Roma, liberandola dal sovraccarico del traffico privato in zone cruciali e dando ai cittadini e ai turisti quel moderno e più esteso servizio di metropolitana di cui dispongono da decenni tutte le grandi Capitali. Per l'amministrazione comunale - ha concluso - questo è un obiettivo prioritario, un dovere verso la città, un impegno che vogliamo portare a termine ». La Consulta Associazioni Utenti del Trasporti, organismo che raggruppa le associazioni ambientaliste e dei consumatori che si occupano di trasporti (Adiconsum, Adoc,Assoutenti, Associazione Diritti dei Pedoni, Associazione Utenti del Trasporto Pubblico, Cittadinanzattiva, Wwf), a nome dei propri aderenti prende posizione sulla vicenda, definendo irresponsabili i contendenti della diatriba. «Entrambi i progetti sono sbagliati - dichiarano dalla Caut - il problema della metro C è che è errato il percorso. L'Università di Tor Vergata, una parte di città in espansione, le aree utilizzate per i raduni durante il Giubileo e per i funerali del Papa e che potrebbero diventare un "Vaticano 4", non sono stati ritenuti degni di essere serviti dalla metropolitana, che invece si vuol far passare lontanissimo altrove, sulla viaCasilina, dove viceversa è inutile una nuova infrastruttura di trasporto, essendoci già la ferrovia Roma-Pantano, più che sufficiente per la domanda di trasporto ivi esistente. Una nuova infrastruttura - prosegue il comunicato - serve solo se si va ad aggiungere a quelle già esistenti; ma se nel contempo se ne elimina un'altra il risultato è Zero. Il tracciato della metro C è previsto al posto della ferrovia Roma-Pantano anziché aggiungersi a essa con un tracciato distinto, invece che coincidente, facendo mancare alla cittadinanza un decisivo beneficio dei lavori previsti per circa un decennio, che forniranno forse una nuova struttura di trasporto, ma demolendone, contemporaneamente, un'altra. Non ha senso - concludono - sfasciare una valida infrastruttura su ferro già esistente per rifarne un'altra nello stesso posto pochi metri più sotto».
Oggi la sentenza del TAR sulla linea C della metro
Oggi il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso di Italia Nostra contro il progetto della metro C di Roma. L'associazione ambientalista ha presentato ricorso al tribunale amministrativo contro il progetto, che chiedeva un progetto più leggero. Il Comune di Roma e l'altra associazione ambientalista di Legambiente sostengono che la realizzazione della metro C è un obiettivo prioritario per la città. Il sindaco Walter Veltroni ha definito la realizzazione della metro C un dovere verso la città. La Consulta Associazioni Utenti del Trasporti ha preso posizione sulla vicenda, definendo irresponsabili i contendenti e affermando che il problema della metro C è che è errato il percorso.
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