«I blocchi che partono in grandi quantità dal porto di Carrara, sono ricchezza di un territorio e di una comunità intera che va perduta per sempre visto la non rinnovabilità del bene marmo, solo per il profitto di pochi, come l'inchiesta della magistratura sta appurando sulle sotto fatturazioni, la vendita in nero, il riciclaggio e la tassa marmo pagata in maniera inferiore». Si avvicina il giorno decisivo dell'approvazione del piano paesaggistico il 10 marzo e questa volta dalla Versilia qualcuno si schiera con l'assessore Marson. Sono diverse associazioni tra cui Lega ambiente e Amici della Alpi Apuane. La contrarietà emersa in un incontro a Seravezza va agli emendamenti presentati dal Pd. Che di fatto avrebbero stravolto ancora una volta il Piano di Indirizzo Territoriale, con valenza di piano paesaggistico, approvato dalla giunta Rossi nel dicembre 2014. «Le Alpi Apuane hanno subito negli ultimi 30 anni un attacco devastante per la loro integrità, il business del carbonato di calcio ed il prezzo crescente del valore dei blocchi di marmo che per qualità elevata ha raggiunto prezzi ragguardevoli scrivono in una nota Rete ambientale della Versilia, Amici della terra Versilia, Lega ambiente Versilia, Salviamo le Apuane, Aeliante, e Amici delle Alpi Apuane. «Hanno incrementato prosegue la nota - insieme alle tecnologie di escavazione e taglio, il proliferare incontrollato di nuove cave, ampliamenti varianti e riattivazione di quelle vecchie e storiche, mettendo a rischio la tutela e la conservazione di un bene comune collettivo da tramandare alle generazioni future». All'incontro erano presenti anche esponenti sindacali della area di minoranza Cgil, alcuni lavoratori ed ex del settore lapideo e liberi cittadini. Il loro sostegno va al piano dell'assessore Marson «senza alcuna modifica visto che già era stato mediato in estate», fanno sapere. E sabato 7 marzo saranno a Firenze per sostenere questa posizione. In particolare hanno sottolineato che stanno aumentando le cave e al contempo chiudono le aziende. Con conseguenti minor posti di lavoro. Dunque l'alternativa per il gruppo di associazioni, al contrario di ciò che pensano gli imprenditori del marmo, è che «le Apuane hanno urgente bisogno di un programma di tutela e valorizzazione». La risposta è "un'altra economia". Ovvero uno sviluppo «affinché diventino volano di un rinnovato progresso ridistributivo di ricchezza conclude la nota - e buon vivere per l'intero territorio apuano che è bloccato da decenni dalla monocoltura dell'escavazione del marmo, complice di ciò un parco naturale inutile ed efficiente, il peggior parco naturale d' Italia» come lo definiscono le associazioni ambientaliste. Anche a Firenze il clima è caldissimo per il piano sulle cave delle Apuane. «Gli emendamenti presentati da Pd e Fi, e a quanto ci pare di capire ripresi sostanzialmente nel cosiddetto Lodo Rossi, stravolgono il piano del paesaggio toscano, lo svuotano nei punti qualificanti e aprono di fatto a una liberalizzazione delle attività estrattive sulle Alpi Apuane. Oggi più che in millenni di storia si aprono prospettive funeste per tutte le Apuane e il paesaggio toscano». Lo afferma il capogruppo di Rifondazione Comunista- Comunisti italiani Monica Sgherri in merito agli emendamenti al piano del paesaggio. «Il nostro impegno principale - aggiunge in una nota - sarà dunque quello provare ad azzerare gli emendamenti e con lo stesso spirito parteciperemo convintamente al presidio organizzato sabato prossimo a Firenze a difesa del piano paesaggistico e del paesaggio toscano». Secondo Sgherri «il divieto di nuove estrazioni al di sopra dei 1200 metri di fatto non sarà altro che un mero paravento, una foglia di fico con cui farsi belli a livello nazionale senza però intaccare gli interessi locali che stanno dietro alle attività estrattive. Infatti il combinato disposto che salva tutte le cave esistenti e quelle dismesse liberalizza di fatto l'attività estrattiva sopra i 1200 metri. E sia chiaro non è certo in nome della salvaguardia dei posti di lavoro perché le cave dismesse non occupano un lavoratore». Per Sgherri «è una rendita di posizione inventata e offerta su un piatto d'argento ai proprietari delle cave in nome del profitto, e aggiungo del profitto "parassitario". Una rendita di posizione che fa diventare oro una cava dismessa da decenni proprio perché è sopra i 1200 metri». Insomma una battaglia aperta, anche se il dado sia stato tratto già da alcuni giorni dal presidente Rossi.
SERAVEZZA - Ambientalisti in piazza contro Rossi
Riassunto in 200 parole:
L'inchiesta della magistratura ha scoperto le frodi e le frodi nel settore del marmo, come la vendita in nero e la tassa marmo pagata in maniera inferiore. Il piano paesaggistico, che dovrebbe essere approvato il 10 marzo, è stato oggetto di emendamenti che potrebbero stravolgere il piano originale. Le associazioni ambientaliste hanno espresso la contrarietà a questi emendamenti, che potrebbero liberalizzare le attività estrattive sulle Alpi Apuane.
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