L'"ordine" dalla Soprintendenza: "Rilevati elementi umani del paesaggio antico". Studi che non incidono su iter e tracciato della bretella SAN VITO. Un percorso ricco di ostacoli che hanno lasciato spazio, da qualche settimana, a un cronoprogramma più lineare, senza per ora nuovi ricorsi, verso l'avvio dei lavori. Ma ecco l'ennesimo passaggio, "ordinato" dall'alto, che per i responsabili dell'iter in corso non comporterà ritardi o "sorprese" di sorta. L'iter è quello della circonvallazione, l'"ordine" è quello della Soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, a eseguirlo è la Provincia. Di cosa si tratta? Di nuovi rilievi archeologici lungo il futuro tracciato dell'opera viaria. La determina della Provincia, firmata dal dirigente del settore Viabilità stradale, Linda Fantetti, dispone di affidare all'impresa sanvitese Antoniazzi l'esecuzione di «ulteriori scavi si legge di approfondimento nelle aree interessate dai lavori di realizzazione della circonvallazione di San Vito, in ottemperanza alla richiesta della Soprintendenza del 17 dicembre 2014, per l'importo complessivo di 6.039 euro». L'intervento sarà eseguito in base alle indicazioni della società Arcsat di Padova, coordinatrice delle operazioni di sondaggio. Una piccola somma, se si guarda ai 26 milioni di euro stanziati per l'opera viaria sanvirtese, ma a cosa servirà? La Soprintendenza aveva già chiesto nel 2010 e nel 2013 le verifiche d'interesse archeologico. Lo scorso anno le operazioni erano state affidate alla Antoniazzi per un importo presunto di circa 19 mila euro. Sono state eseguite parzialmente «in osservanza si legge nella determina delle indicazioni della società archeologica affidataria del servizio di verifica preventiva». Tra l'altro, in quel periodo era stato depositato un ricorso al Tar che chiedeva di sospendere i sondaggi, poi non accolto. La Soprintendenza, a dicembre, ha chiesto i nuovi «sondaggi di approfondimento dove le indagini hanno evidenziato elementi antropici del paesaggio antico». La Antoniazzi si occuperà di cinque aree da scavare, come chiesto dal responsabile unico del procedimento, Eddi Dalla Betta, rispondendo alla richiesta della Soprintendenza. Cosa punta a averificare quest'ultima? Interpellato, Dalla Betta riferisce che «dai precedenti sondaggi, condotti su aree "sensibili" come quella vicina alla necropoli di Prodolone, non era emerso nulla. Dalle foto la Soprintendenza ha notato terreni e altri manufatti risalenti a un'organizzazione agraria precedente. Vuole un approfondimento per accrescere il quadro conoscitivo sulla zona. Ma ciò non pregiudica in alcun modo puntualizza Dalla Betta l'iter o il tracciato dell'opera. Anche in altre zone della provincia s'è fatto lo stesso, senza ritardi sulle opere. Coglieremo l'occasione, inoltre, di concludere i sondaggi, eseguiti in aree coltivate a seminativo e non a vigneto (con l'eccezione delle vicinanze del cimitero). L'ultima parte era stata posticipata alla fase in corso, in cui si stanno acquisendo i terreni». Dunque, non ci si attende alcuna scoperta di rilievo, dai nuovi sondaggi, bensì la Soprintendenza vorrebbe catalogare tutti gli aspetti sul passato del paesaggio agreste prodolonese. Si avvicina il decreto che porrà fine alla fase degli espropri: allora si capirà se ci saranno nuovi ricorsi contro l'opera o la strada verso la gara d'appalto possa dirsi spianata.
Circonvallazione, disposti nuovi scavi archeologici
La Provincia del Friuli Venezia Giulia ha deciso di eseguire ulteriori scavi archeologici lungo il tracciato della circonvallazione di San Vito, in base alle indicazioni della Soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia. L'intervento sarà eseguito dall'impresa sanvitese Antoniazzi per un importo di 6.039 euro. La Soprintendenza aveva già richiesto le verifiche d'interesse archeologico nel 2010 e nel 2013, e lo scorso anno le operazioni erano state affidate alla Antoniazzi per un importo presunto di circa 19 mila euro.
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