La dirigente è da tempo nell'occhio del ciclone per la sua proverbiale ortodossia. Il sostituto per il Friuli Venezia Giulia non è stato ancora individuato TRIESTE. È una casella come tante altre: 135 a esser pignoli, tanti quanti i posti direttivi messi a bando a gennaio dal ministero per i Beni culturali, retto dal ministro Dario Franceschini una volta varata a fine 2014 la riforma degli uffici ministeriali. A Trieste e più in generale in Friuli Venezia Giulia, però, è la casella con la C maiuscola, perché la figura che l'ha occupata negli ultimi tre anni è finita più e più volte sui giornali sia per la proverbiale ortodossia nella difesa delle Belle arti di fronte ai cantieri edili sia per quei lavori di restauro su alcuni monumenti da lei affidati senza gara a un'impresa di Roma, e per questo censurati di recente dall'Autorità nazionale Anticorruzione. La Casella è la scrivania occupata a palazzo Economo da Maria Giulia Picchione, la soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici. La quale - nel valzer nazionale dei dirigenti per cui è stata aperta la procedura di trasferimento e sono partite le relative comunicazioni di avvio dell'iter - sta appunto per andarsene. Destinazione L'Aquila, dove in realtà le scrivanie analoghe a quella su cui lei siede qui sono due: una prima speciale, commissariale, dedicata esclusivamente alla ricostruzione, e una seconda ordinaria. Ebbene, Picchione dovrebbe prendersi quest'ultima. Sia chiaro: non si tratta formalmente di una punizione, poiché si dice che la diretta interessata neanche aveva fatto domanda di conferma a Trieste quando a gennaio erano stati aperti i bandi ministeriali, né di un declassamento, in quanto gli uffici di Friuli Venezia Giulia e Abruzzo sono sulla stessa linea per grado e retribuzione. Come dev'essere chiaro che, per intanto, Picchione resta salda in sella a Palazzo Economo. I tempi e i modi del trasloco dipenderanno pure dall'individuazione del sostituto, che andrà a guidare la nuova Soprintendenza regionale ai Beni culturali, frutto della fusione in base alla stessa riforma Franceschini della Soprintendenza regionale ai Beni architettonici e paesaggistici, retta per l'appunto da Picchione, e di quella ai Beni storico-artistici, guidata da Luca Caburlotto. Il quale, a sua volta, è stato scelto - ma in questo caso la cosa era già nota - come responsabile del Polo museale del Friuli Venezia Giulia di Aquileia, Cividale e Miramare, il nuovissimo ufficio contemplato sempre dalla riforma Franceschini. «Non c'è ancora nulla di ufficiale, non sappiamo ancora nulla di certo da Roma», si limita a dire per ora la Soprintendente Picchione. Più avanti invece appare la procedura burocratica che riguarda Caburlotto, che conferma come, pur non essendogli ancora arrivato un vero e proprio decreto di nomina dalla capitale, ha comunque ricevuto una comunicazione preliminare, a suo modo irreversibile, se vogliamo, in cui gli viene assicurato che l'iter di nomina «è stato avviato». Intanto se il nuovo ruolo di Caburlotto alla guida del Polo museale del Fvg di Aquileia, Cividale e Miramare è pressoché scontato, non c'è fumata bianca invece sul paio di altri ruoli-chiave del nuovo assetto degli uffici ministeriali di palazzo Economo. Non si conosce ad esempio ancora il nome del successore unico, come soprintendente regionale ai Beni culturali, delle due soprintendenze fin qui rette dagli stessi Caburlotto (Beni storico-artistici) e Picchione (Beni architettonici e paesaggistici, nella foto), così come non è noto nemmeno il nome di chi andrà ad occupare la casella più importante, ovvero quella del responsabile del nuovo Segretariato ai Beni culturali, sorta di coordinatore di tutti i soprintendenti locali, che va a sostituire in base alla riforma Franceschini quella della Direzione regionale ai Beni culturali. Il posto, al momento, è occupato in prorogatio da Ugo Soragni, direttore in Veneto e a interim in Friuli Venezia Giulia, già nominato a fine anno dal ministro alla Direzione generale musei a Roma.
L'addio della Soprintendente: Picchione trasferita all'Aquila
La soprintendente Maria Giulia Picchione, responsabile dei Beni architettonici e paesaggistici, sta per lasciare Trieste e trasferirsi a L'Aquila. La sua destinazione è la casella di scrivania del responsabile del Segretariato ai Beni culturali, che sarà occupata da un nuovo dirigente. La procedura di trasferimento è stata avviata e la Soprintendente ha ricevuto una comunicazione preliminare sulla nomina. Il sostituto di Picchione non è stato ancora individuato, ma la procedura di trasferimento è in corso. La Soprintendente rimane salda in sella a Palazzo Economo fino a quando non sarà individuato il suo successore.
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