UN NUOVO direttore dell'Istituzione Bologna Musei in tempi brevi, dopo l'addio di Gianfranco Maraniello che è andato a dirigere il Mart di Rovereto. È la richiesta formulata ieri sera dal Cda dell'Istituzione, che si è riunito alle 18.30, contenuta in una lettera indirizzata al sindaco che partirà stamattina. Le strade per scegliere il sostituto di Maraniello sono due: o un bando di concorso, oppure una nomina diretta tra i dirigenti comunali. Nella missiva si auspica una procedura di urgenza per un nuovo concorso. In passato Mauro Felicori e Francesca Bruni, ad esempio, avevano ricoperto incarichi analoghi. «Il fatto è che già Maraniello, che era a Bologna all'epoca da 7 anni, venne selezionato per concorso - spiega Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'Istituzione - quindi se quel vincolo è valso due anni e mezzo fa, è difficile spiegare perché non dovrebbe valere oggi». E neanche l'idea di attingere alla graduatoria all'epoca stilata è così semplice come può sembrare. «Il secondo classificato di allora, Luigi Maria Di Corato, è ora andato a lavorare da un'altra parte spiega Sassoli, riferendosi all'attuale direttore dei musei di Brescia - ragionevolmente credo che quella graduatoria possa essere considerata scaduta». Anche il concorso "ex novo" si rivela comunque «un concorso un po' strano», sempre secondo Sassoli, perché «nasce con un orizzonte di un anno di mandato ». «Penso che quella del nuovo concorso sia una strada obbligata - spiega il presidente - perché non so come si giustificherebbe una nomina diretta, visto il precedente dello stesso Maraniello. Col concorso, ci vollero cinque mesi per scegliere il direttore, quindi in questo caso il "prescelto avrebbe davanti un anno esatto». Ora la parola passa al sindaco: «Il cda ha la "penultima parola" - spiega il presidente - dobbiamo dare il nostro parere favorevole, ma l'indirizzo lo deve dare il sindaco». Di fronte a questo bivio, i lavoratori dei musei civici chiedono invece di cambiare strada. In una lettera aperta a Merola chiedono un «modello di governance basato sulla collegialità, attraverso il coordinamento tra i 6 referenti dei musei, con il ruolo di coordinatore gestito da uno di essi». Secondo i lavoratori, riuniti sotto la sigla Pubblicamente Musei, si potrebbero anche «risparmiare i quasi 110 mila euro dello stipendio da dirigente esterno», anche per far fronte ai tagli previsti dal bilancio comunale. «Nel documento unico di programmazione 2015-2017 sono già previsti tagli dal bilancio dell'Istituzione Musei pari a 100 mila euro all'anno - scrivono - attraverso questa sperimentazione organizzativa "dal basso" otterremmo il risparmio richiesto dai bilanci senza tagliare alcun servizio». Questa «pausa improvvisa» potrebbe essere secondo i lavoratori anche l'occasione per «sciogliere lacune contraddizioni». «Se il presidente Sassoli invoca da un lato una continuità di indirizzo - sottolineano gli addetti - dall'altro l'assessore Ronchi auspica una netta e repentina "riconversione" di Bologna da città del contemporaneo a città dell'antico ». Anche a partire dalla mostra "Egitto" che si aprirà nella rinnovata sala mostre del Museo Archeologico, uno degli investimenti più grossi in edilizia museale pubblica in questo periodo, a partire da settembre 2015.