UN MURO di 300 metri ad attraversare il seminterrato del padiglione di cardiologia del San Camillo-Forlanini e il faro della Corte dei conti su quello che la procura in aula ha definito «un piccolo ecomostro». A rispondere di un danno da oltre 84 mila euro e a rischiare la condanna sono l'ex direttore generale Luigi Macchitella, il direttore amministrativo Roberto Noto e l'architetto che seguì il cantiere inaugurato nel 2009. Lavori portati avanti in barba ai vincoli paesaggistici e agli avvertimenti della Soprintendenza, visto che l'ospedale è considerato un complesso monumentale. Come appurato dalla guardia di finanza, che ha seguito l'indagine aperta sulla base di un esposto, alla fine il muro abusivo è stato demolito dopo i pareri negativi degli archeologi. Una novità che non ha fatto comunque retrocedere la procura contabile. A chiedere almeno una riduzione del danno sono, invece, gli avvocati degli imputati. Come spiegato dai legali, il grigliato di metallo del muro serviva a contenere anche una collinetta che tendeva a slittare oltre che a riorganizzare gli spazi interni è stato riutilizzato per recintare la zona delle ambulanze e le aree tecniche, compresa quella in cui passano i tubi dell'ossigeno che sarebbero stati manomessi lo scorso gennaio. A decidere ora saranno i magistrati della sezione giurisdizionale della Corte dei conti del Lazio. (lorenzo d'albergo) RIPRODUZIONE RISERVATA
Muro al San Camillo i vecchi vertici nei guai per l'abuso
Un muro di 300 metri è stato demolito nel seminterrato del padiglione di cardiologia del San Camillo-Forlanini e del faro della Corte dei conti. Il muro è stato costruito in barba ai vincoli paesaggistici e agli avvertimenti della Soprintendenza. La guardia di finanza ha seguito l'indagine e ha trovato un danno di oltre 84 mila euro. Gli imputati, l'ex direttore generale Luigi Macchitella, il direttore amministrativo Roberto Noto e l'architetto, chiedono una riduzione del danno. La procura contabile ha chiesto il pagamento del danno. I magistrati della sezione giurisdizionale della Corte dei conti del Lazio dovranno decidere.
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