DA UNA parte ci sono i comitati in allarme: "Gli arbusti non vadano dispersi. Caratterizzano il salotto della città". Dall'altra assicura il Comune: "Non decideremo da soli. Avvieremo percorsi di partecipazione con la cittadinanza attiva e le associazioni". I tempi per le ruspe non sono ancora maturi, ma c'è già un fronte di tutela per le 24 palme centrali di via Sparano a Bari. Palme che, secondo il progetto di riqualificazione della centralissima strada dello shopping, dovranno scomparire per lasciare spazio alla visuale completa di tutto l'asse stradale, dalla stazione di piazza Moro sino all'incrocio con corso Vittorio Emanuele. In pratica senza elementi di disturbo, così come prescritto dalla Soprintendenza. Un diktat che mette il Comune davanti a una scelta sul destino delle piante, prima adottate dai commercianti a colpi di sponsorizzazione e ora lasciate all'incuria. "Le palme saranno comunque smontate e sistemate in un vivaio sino a quando l'amministrazione comunale non deciderà dove collocarle" fanno sapere i progettisti vincitori del concorso di idee sul restyling. E a Palazzo di città si ragiona su varie ipotesi: dalla piantumazione nella vicina piazza Umberto, e sempre nell'ambito di un altro progetto di rifacimento degli storici giardini, passando per altre sedi come lungomare e strade. "Sarà l'ufficio Giardini a indicarci la sede più idonea anche grazie a un concorso di idee con i cittadini" dice l'assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Galasso. Una decisione dovrà essere comunque presa nel breve periodo visto che le carte sul progetto definitivo sono quasi pronte per approdare in giunta e per poi mandare l'esecutivo in gara. Possibilmente entro la fine dell'anno. Il Comune sta valutando infatti le numerose prescrizioni della Soprintendenza, alcune delle quali giudicate irricevibili come ad esempio quella di verificare l'esistenza del sottostante antico basolato, per poi magari riportarlo alla luce. Stessa cosa verrebbe ugualmente richiesta per il corridoio centrale di piazza Umberto, anch'esso destinato a dire addio agli alloggiamenti centrali degli arbusti. Via Sparano, finanziata con 5 milioni di euro del 'Piano Città', sbloccati dal Ministero allo Sviluppo Economico, sarà un grande salotto tematico a sei tappe (musica, letteratura, cultura, culto, Bari vecchia e Liberty) in corrispondenza di altrettanti luoghi simbolo. Tra le prescrizioni anche la tutela dei marciapiedi antistanti i palazzi storici (come Mincuzzi, Rinascente, San Ferdinando e Laterza) e con la riproposizione delle tessiture della pavimentazione che devono caratterizzare il salotto. Se ad esempio nei pressi di Giannini, pavimento bianco e sedute nere richiameranno i tasti di un pianoforte (essendo il salotto musica), all'incrocio con corso Vittorio Emanuele invece rispunterà la storia con la vecchia sagoma che sul pavimento richiamava il reticolo dell'intero quadrilatero murattiano e l'immagine di Bari vecchia vista dall'alto. Un'altra prescrizione riguarderebbe la riduzione del sagrato della chiesa di San Ferdinando, ma sulla quale il Comune vorrebbe frenare per assicurare il regolare afflusso e deflusso dei fedeli. Tra gli altri interventi previsti dal progetto, il raccordo con la pavimentazione stradale delle traverse, la pubblica illuminazione e la realizzazione dei sottoservizi, inclusa la predisposizione di cavidotti per le reti tecnologiche come videosorveglianza, diffusione sonora e wifi.