On.le Ministro Franceschini, la storia d'Italia è davvero importante per la società italiana di oggi, anche di domani. E' giusto considerare come un sacrosanto dovere la tutela dei "beni culturali" per preservare nel tempo il ricordo della storia. Ma quando noi ricercatori, specialmente stranieri come il sottoscritto, ci troviamo costretti a spendere grandi cifre per le riproduzioni delle nostre fonti o a ci impediscono di utilizzare la nostra macchina fotografica, ecco che la conoscenza e lo studio della stessa storia d'Italia ne paga le conseguenze. Noi ricercatori stranieri amiamo la vostra storia e siamo interessati alla vostra cultura, dunque ci troviamo a studiare con passione l'affascinante storia della vostra società. Ma quando lo Stato Italiano rende difficile il nostro lavoro, non siamo più nelle condizioni di approfondire la conoscenza della vostra stessa storia e del vostro stesso patrimonio, come ci piacerebbe fare. La prego, noi non intendiamo fare foto ai vostri archivi e alle vostre biblioteche per 'impadronirci' dei vostri "beni culturali", ma solo perché, grazie alle foto avremo la possibilità di concentrarci sulle fonti documentarie per un tempo più lungo rispetto al breve periodo di soggiorno in Italia concesso dalle nostre borse di studio. Per questo, come tanti altri colleghi studiosi, ho aderito al movimento "Fotografie libere per i beni culturali" (https:fotoliberebbcc.wordpress.comcategoryadesioni-e-contatti). Speriamo che la fotografia per studio possa diventare di nuovo gratuita e libera da autorizzazione preventiva, come già succede in tutti i musei italiani e nei più grandi archivi del mondo. Sarebbe un passo veramente importante per migliorare le condizioni di ricerca degli studiosi italiani e stranieri che lavorano e studiano negli archivi e nelle biblioteche. Grazie. I miei saluti cordiali, Brian J Griffith (brianjgriffithumail.ucsb.edu) PhD Student of Modern Italian History University of California, Santa Barbara (USA)