ALL'INGRESSO dell'Expo 2015, nel Padiglione Zero che immette all'Esposizione universale di Milano dedicata al tema del cibo, sotto lo slogan "Nutrire il Pianeta, energia per la vita", i visitatori italiani avranno subito una sorpresa agroalimentare. Fra i tanti paesaggi agrari delle aree inserite nel progetto mondiale della Fao, più altre come la valle di Telouet in Marocco (Unesco) e l'isola spagnola di Lanzarote con i suoi vigneti sulla lava, non troveranno vedute bucoliche del Belpaese. O meglio, ne troveranno una che non si può propriamente considerare rappresentativa del panorama nazionale: quella dei noccioleti Ferrero, da cui si ricava la materia prima per produrre la deliziosa Nutella, con accanto come alibi estetico o forse per assonanza regionale un'immagine delle Langhe. È così che i responsabili dell'Expo hanno deciso di rappresentare l'Italia nel contesto internazionale del Padiglione Zero. Sarà per un obbligo pubblicitario o magari per un motivo più venale di promozione commerciale: fatto sta che la "casa madre" della Nutella, augurandoci che alla fine rinunci alle palme da olio previste nell'allestimento del suo spazio, avrà l'onore di campeggiare fra i paesaggi rurali scelti dall'"Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura" (Food and Agriculture Organization), nel segno della natura e della biodiversità. Proprio quelli che la stessa Fao definisce "heritage landscape", vale a dire patrimoni ambientali, storici e culturali. Eppure il direttore artistico del Padiglione Zero, Mauro Agnoletti, professore associato presso la facoltà di Agraria dell'Università di Firenze e consulente del Fai (Fondo ambiente italiano), è considerato uno dei maggiori esperti della materia. E proprio per questo gli è stato assegnato un tale incarico. La sua competenza e la sua autorevolezza, però, non devono essere bastate nell'occasione per prevalere sulle esigenze organizzative e commerciali della "macchina Expo". Ma una sorpresa ancora più grande per i visitatori della "kermesse" milanese, e in questo caso anche per quelli stranieri, sarà l'assenza di qualsiasi proposta istituzionale dei nostri paesaggi perfino nel Padiglione Italia. Con il rischio così che, oltre alle Nazioni Unite, altri Paesi assumano la leadership di un filone che appartiene alla nostra identità nazionale e di cui dovremmo rivendicare orgogliosamente la titolarità. Tant'è che il Padiglione Giappone, intitolato alla "Diversità Armoniosa", punterà il focus sui paesaggi rurali di Satoyama, la regione simbolo della sostenibilità e dell'ambientalismo. Quello dell'Expo di Milano, se da qui all'inaugurazione non si provvederà altrimenti, rischia dunque di diventare un caso emblematico della scarsa attenzione che il nostro Paese riserva al suo straordinario patrimonio naturale. E alla stessa questione planetaria del cibo, a cui pure l'Esposizione universale è dedicata. È quella che ho già definito in passato la "catena delle tre A": Ambiente, Agricoltura, Alimentazione. Ovvero, la filiera della sopravvivenza contro la fame nel mondo che certamente non si può risolvere con i barattoli di Nutella. Se è vero come documenta un recente e-book del Wwf che negli ultimi 50 anni il consumo di suolo in Italia è quadruplicato, al ritmo di 90 ettari al giorno fino a ricoprire con il cemento una superficie equivalente al Friuli Venezia Giulia, allora è chiaro che la difesa dell'ambiente coincide con quella del paesaggio e quindi della campagna. Si tratta, insomma, come scrive lo stesso professor Agnoletti in un suo intervento sulla difesa del territorio, di «una risorsa la cui valorizzazione rappresenta una delle sfide più attuali per le politiche nazionali e internazionali: il paesaggio non costituisce più soltanto un fenomeno estetico-culturale, isolato dal contesto socio-economico, ma si configura piuttosto come un paradigma di riferimento per definire un modello di sviluppo adeguato ai cambiamenti globali che interessano il pianeta». Prendiamo l'esempio della Toscana. Negli anni della crisi, dal 2009 al 2013, la Regione ha perduto 22mila posti di lavoro nell'industria e 12.600 nei servizi, ma ne ha guadagnati 5.156 nel turismo. Ed è proprio questo settore a "tirare" l'agricoltura, alimentando la domanda indotta di prodotti eno-gastronomici di qualità come il vino e l'olio: non si comprende perciò come mai siano proprio gli operatori turistici a contestare le indicazioni del Piano paesistico in corso di approvazione. Una menzione particolare merita a questo proposito la Puglia. Recentemente la Regione guidata da Nichi Vendola ha approvato, per prima in Italia, il Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr). Non a caso si punta a valorizzare le "risorse materiali e immateriali": dalla tutela dell'ambiente all'agricoltura e al turismo. Sono beni comuni, ma nell'elenco non è compresa quella delizia della Nutella.
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Riassunto in 200 parole:
Il Padiglione Zero dell'Expo 2015 a Milano rappresenta l'Italia con un'immagine dei noccioleti Ferrero, da cui si ricava la Nutella. Il direttore artistico del Padiglione Zero, Mauro Agnoletti, è un esperto della materia e ha lavorato con la Fao per scegliere i paesaggi rurali da rappresentare. Tuttavia, l'assenza di proposte istituzionali dei paesaggi italiani nel Padiglione Zero è stata criticata, poiché il Giappone ha ricevuto attenzione per la sua rappresentazione dei paesaggi rurali di Satoyama. Questo ha portato a critiche sulla scarsa attenzione che l'Italia riserva al suo patrimonio naturale.
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