La pace è fatta, ma lo scontro, molto duro, potrebbe continuare. I contendenti sono il Campidoglio e il ministero dei Beni culturali, ormai da anni in singolar tenzone nientemeno che sull'Ara Pacìs Augustae, l'altare eretto per volontà del Senato nel 9 avanti Cristo a celebrazione dei fasti del primo imperatore romano, di ritorno nell'Urbe dopo un lungo viaggio nel-le province occidentali. Ricostruito e assemblato nel 1938 a pochi metri dai monumentali resti dell'Augusteo di fianco al Tevere e in pieno centro storico, l'altare marmoreo è diventato negli ultimi anni la palestra di un con-fronto serrato tra due scuole di pensiero: chi dice che ti progetto del celebre architetto americano Richard Meier, ormai in avanzata attuazione, è troppo moderno, fuori linea rispetto alla piacentiniana piazza Augusto Imperatore che circonda l'Augusteo e lambisce l'Ara Pacis risultando quindi inadeguato, chi invece sostiene che l'intervento dell'autore del {'«Acropoli» di Los Angeles sostituisce prestigiosamente la «teca del Morpurgo», il gigantesco involucro cemento-vetro che per oltre mezzo secolo ha protetto l'altare imperiale. Poco dopo essere eletto, il sindaco Rutelli decise nel 1994 di far abbattere la «teca»considerata un brutto oggetto architettonico e di affidare la, sua sostituzione a una celebrità: Meier, che a Roma sta ora per chiudere i cantieri di una sua chiesa in periferia, a Tor Tre Teste. Da quando, nel 2000, è iniziato l'abbattimento dell'involucro prebellico si è avviata una polemica prima di scuola e poi perfino politica. A parte l'intervento delle sovrintendenze statali che hanno più volte fermato i lavori a garanzia che i nuovi scavi necessari per realizzare un vero e proprio museo, per quanto minuscolo, non distruggessero importanti reperti, il cambio della guardia al governo ha acceso il fuoco della polemica. Il sottosegretario Sgarbi si è messo di traverso al progetto portato avanti dal sindaco Veltroni. Il ministro Giuliano Urbani ha cercato un ruolo da mediatore. Il Campidoglio ha cercato di resistere, affiancato da Meier che più volte è venuto a Roma a difendere il proprio progetto anche se poi ha accettato di intra-durvi alcune piccole modifiche. Uscito di scena Sgarbi, è toccato al ministro Urbani mantenere il punto, seppure con meno veemenza del suo vice. L'agosto 2002 fu raggiunto infine un accordo: il progetto Meier andava realizzato ma erano possibili «alcune seppur contenute variazioni mi-gliorative» onde renderlo più coerente con il contesto architettonico di piazza Augusto Imperatore. Da allora si sono succedute visite in cantiere, si sono tenuti incontri, si sono aperti tavoli di discussione tra tutti gli interessati. Nelle scorse settimane c'è stata un'ultima visita di Meier. Ma ecco che ieri Urbani annuncia per lunedì prossimo la prima riunione della «commissione scientifica» costituita con decreto l'11 marzo: è incaricata di «formulare le idee guida per la riqualificazione dell'intera area» ma soprattutto, pare, «per dare attuazione all'accordo di agosto»: cioè per modificare qualcosa del progetto. Sembra che il ministero voglia far «saltare» un muretto e un piccolo «obelisco» da realizzare di fronte atte chiese di San Rocco e San Cimiamo: nuocerebbero alla visione del loro sagrato. «Mi parrebbe dice il sovrintendente comunale ai Beni culturali, Eugenio La Rocca una modifica consistente del progetto. Dovrà essere Meier a decidere, non il ministero». Ce la faranno i nostri eroi a inaugurare il Museo dell'Ara Pacis il 21 aprile 2004, come previsto? Per ora la lotta contìnua....