I «gioielli di famiglia». Dal S.Angelo, alla Grangela fino ai i reperti archeologici sottomarini g. c.) Ma Licata non è ovviamente solo mare e spiagge. Storia e cultura si fondono e il passato ha lasciato in eredità alla città monumenti e siti archeologici di rilievo e importanza. La pecca è la conservazione, non sempre ideale, delle vestigia antiche. A dominare la città è il Castel Sant'Angelo. La sua costruzione venne iniziata da Hernando Petigno, comandante generale della cavalleria del Regno di Sicilia e Governatore della Piazza militare di Siracusa, nel 1615 a fianco di una preesistente torre di avvistamento a base quadrangolare realizzata tra il 1583 ed il 1585 su progetto dell'ingegnere Camillo Camillani. I lavori vennero interrotti fino al 636, anno in cui vennero ripresi. Fu completato ed inaugurato nel 640 e costituisce un raro esempio di fortezze barocche sorte in Sicilia nel 17 secolo. Tutt'intorno si conservano numerosissime testimonianze archeologiche (necropoli, santuari, silos, strade, tombe monumentali, ambienti d'abitazione, cisterne). Le visite al sito sono però limitate ai soli giorni feriali e solo nelle ore mattutine, purtroppo. E' quindi la volta della Grangela. Si tratta di un'opera preellenica utilizzata per la raccolta d'acqua. Consiste in un profondo pozzo di forma rettangolare scavato nella roccia, sito ai piedi del Monte Sant'Angelo a due passi da piazza Progresso, con due entrate da via Marconi e via Santa Maria. Un'opera, ancora funzionante, di sicuro fascino che richiama la curiosità di parecchi visitatori. La sua riapertura è avvenuta un paio d'anni fa e, a richiesta, è possibile visitarne l'interno. Tornando nella zona della Montagna, c'è poi lo Stagnone Pontillo, antico ipogeo adibito al culto, databile intorno al secondo millennio avanti Cristo, si trova lungo la strada che dall'ospedale conduce alla località balneare di Mollarella. Interamente scavato nella roccia è unico nel suo genere. Nato come sepoltura monumentale preistorica, per secoli fu certamente usato come serbatoio d'acqua. Ci sarebbe poi anche il museo archeologico di via Dante, ma è chiuso ormai da parecchi anni e non si riesce a datare con certezza, tra un rinvio e l'altro, la sua riapertura. Il mare di Licata, grazie al lavoro del Gruppo archeologico Finziade diretto da Fabio Amato e in precedenza di altre associazioni impegnate nella valorizzazione del territorio, sta poi continuando a restituire reperti archeologici di grande importanza. La SOpRINTENDENZA del Mare diretta dal professore Sebastiano Tusa ha messo Licata in prima linea nella ricerca subacquea e i "pezzi" recuperati nelle ultime campagne subacquee, durante il periodo natalizio, sono state esposte all'interno del Chiostro Sant'Angelo dove è stato creato un allestimento temporaneo. 28022015
SICILIA - Il Castello incantato e i tesori degli abissi
La città di Licata, in Sicilia, è ricca di storia e cultura. Il Castel Sant'Angelo, costruito nel 1615, è un esempio di fortezza barocca. La città è anche sede di numerosi siti archeologici, tra cui la Grangela, un pozzo preellenico utilizzato per la raccolta d'acqua, e lo Stagnone Pontillo, un ipogeo adibito al culto. Il museo archeologico di via Dante è chiuso, ma il mare di Licata ha restituito reperti archeologici di grande importanza. La Suprintendenza del Mare ha organizzato campagne subacquee per la ricerca e la conservazione di questi reperti. I reperti sono stati esposti all'interno del Chiostro Sant'Angelo.
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