E la società invita i contestatori: «Venite a vedere con quanta attenzione lavoriamo» Attraversare la vallata dell'Irminio in una domenica di sole, passeggiare lungo i sentieri tra uliveti e carrubeti in un'oasi di verde e aria pulita, rendersi conto che la vera ricchezza di questo posto sta sopra il suolo, non sotto. L'hanno scelta per questo, gli attivisti di Legambiente, la formula del "trekking No Triv", come manifestazione alternativa di protesta: a piedi, tra Scicli e Ragusa, attraversando i 7 chilometri della vallata del fiume Irminio, per dire "no" ai nuovi progetti di trivellazione in quest'area. "Un'area - ricordano gli ambientalisti - tutelata dal piano paesaggistico e ad alta intensità agricola e zootecnica, dopo l'autorizzazione illegittima della SOpRINTENDENZA di Ragusa, contro la quale Legambiente Sicilia ha presentato ricorso al Tar. Ma anche per fare pressioni sul Comune di Ragusa che non ha negato la concessione edilizia per le trivellazioni come è nelle sue possibilità e per difendere le attività agricole e zootecniche, il turismo e il paesaggio". Al trekking No Triv risultavano aderenti decine di associazioni, ma in molti casi - soprattutto per le associazioni di categoria, da Confcommercio a Coldiretti e Confagricoltura - si è trattato di adesione ideale, dato che effettivamente presenti c'erano attivisti di Legambiente, comitato No Triv e comitati No Muos. "Il petrolio in Sicilia è poco - ricordano gli ambientalisti - e l'estrazione comporta elevati rischi alle falde idriche come dimostrano l'inquinamento della Fonte Paradiso a Santa Croce Camerina e la scomparsa di una sorgente nella vallata dell'Irminio che riforniva l'acquedotto di Ragusa. La Sicilia avrà un futuro se baserà il suo sviluppo sulla bellezza, sull'agricoltura di qualità, sul turismo e sulle energie rinnovabili che sono il suo vero oro. Il petrolio è incompatibile con un progetto di sviluppo economico basato su scelte di sostenibilità". Proprio su questo a Legambiente ha risposto direttamente Antonio Pica, amministratore di Irminio srl, che si dice pronto a organizzare una visita ai pozzi in contrada San Paolino. "Saremmo davvero felici di poter mostrare alla cittadinanza come operiamo presso il nostro Centro oli, di spiegare come sono fatti i pozzi e come si perforano, anche per sfatare i falsi miti sul presunto inquinamento delle falde acquifere e del danno all'ambiente che le nostre attività produrrebbero sul territorio", afferma. "Potrebbe essere un'ottima occasione per tutti loro di toccare finalmente con mano la nostra attività quotidiana, verificando con quanta cura e serietà facciamo il nostro lavoro, ormai da decenni, nel pieno rispetto delle regole. Siamo certi infatti che la nostra attività sia poco conosciuta in un territorio che è stato tra i primi in Italia a sviluppare l'attività estrattiva; avvertiamo inoltre che la nostra azione quotidiana sia percepita sulla base di molti pregiudizi. A Legambiente e ai ragusani dico: venite a visitare il nostro impianto. La nostra attenzione all'ambiente è massima. Siamo in questo territorio da anni e ce ne occupiamo con cura: smettiamola con la caccia alle streghe e confrontiamoci con serietà e serenità su dati reali". 02032015
SICILIA - Sull'Irminio senza più buchi
Gli attivisti di Legambiente hanno organizzato una manifestazione alternativa di protesta, il "trekking No Triv", per dire "no" ai nuovi progetti di trivellazione in una zona protetta della Sicilia. Il trekking è stato organizzato per attraversare la vallata dell'Irminio, tra Scicli e Ragusa, e per sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza di proteggere l'ambiente. Gli ambientalisti hanno ricordato che l'area è tutelata dal piano paesaggistico e che l'estrazione del petrolio comporta rischi alle falde idriche e alla biodiversità. La manifestazione è stata aderita da decine di associazioni, ma molte di queste hanno presentato adesioni ideali.
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