In cammino per protestare contro le trivellazioni petrolifere e a tutela dell'ambiente. Ieri mattina presso la sede di Legambiente è stato presentato il trekking "No Triv" in programma per domenica 1 marzo lungo la foce del fiume Irminio. La manifestazione è promossa dall'associazione ambientalista e dal comitato "No triv ibleo", ma ha visto l'adesione di una quarantina di associazioni e movimenti politici oltre che di numerosi enti locali. L'appuntamento è per le ore 9 al parcheggio dello stadio comunale di Scicli per poi spostarsi in contrada San Paolino-Buglia Sottana dove è stato programmato un percorso di circa 6 chilometri. Come è stato spiegato ieri mattina in conferenza stampa il trekking "No Triv" nasce come protesta contro il decreto "Sblocca Italia" che prevede, anche per l'area iblea, la possibilità di effettuare ricerche petrolifere. Trivellazioni sono previste anche nella vallata del fiume Irminio, area che, come è stato ricordato ieri mattina, è tutelata dal Piano Paesaggistico ed è ad alta intensità agricola e zootecnica. Si è fatto riferimento anche ai pareri dati dalla SOpRINTENDENZA di Ragusa sulle trivellazioni e su autorizzazioni rispetto alle quali Legambiente Sicilia ha presentato ricorso alla magistratura amministrativa. E' stato anche detto che il Comune di Ragusa dovrebbe attivarsi per negare la concessione edilizia per le trivellazioni ma non l'ha ancora fatto. La protesta ha dunque anche il senso di sollecitare in questa direzione l'ente comunale. "La battaglia non è finita - rilevano gli organizzatori - togliamo l'illusione ai petrolieri di aver vinto e di essersi impadroniti impunemente del nostro territorio. Riprendiamoci la bellezza della nostra terra, percorriamo insieme quei luoghi che la politica miope vuole svendere, riprendiamoci il futuro fatto di energie sostenibili e rinnovabili, riprendiamoci la voglia di immaginare una terra che non sia umiliata e ferita dall'uomo". E a proposito della posizione del Comune di Ragusa, anche su facebook viene rilevato che "si intende fare delle pressioni sul Comune di Ragusa che, inspiegabilmente, non ha ancora deciso di negare la concessione edilizia per le trivellazioni come è nelle sue possibilità e per difendere le attività agricole e zootecniche, il turismo e il paesaggio". M. B. 27022015