Scala al Piermarini e l'altro teatro resterà chiuso per un anno Zecchi: i ritardi non sono miei, cercherò di allungare la convenzione AL TEATRO degli Arcimboldi si chiude il sipario a giugno. E nessuno sa dire quando si riaprirà. Vuoto il palcoscenico e la sala, per mesi se non per una stagione intera e dunque un anno, azzardano i più pessimisti a Palazzo Marino fuori da quelle dichiarazioni ufficiali votate a un vago ottimismo. Colpa del ritardo con cui lo stesso Comune ha deciso cosa fare dell'auditorium: sarà gestito da una fondazione di soci pubblici e di soci privati, così ha deliberato ieri ufficialmente la giunta Albertini dando mandato ai tecnici di studiare come, con chi e con quali soldi. La fondazione degli Arcimboldi, dunque, si farà. Ma è ancora tutta da inventare. In Comune una commissione tecnica dovrà elaborare uno statuto e un business pian, da proporre poi a Regione, Provincia, partner privati ancora da individuare. Nel frattempo, la Scala che ha gestito e riempito il teatro con i suoi spettacoli negli ultimi tre anni, causa lavori nella sede storica del Piermarini, a giugno chiude il cartellone. E dal 31 agosto, deve riconsegnare il teatro al Comune. Palazzo Marino dovrà passare il testimone alla costituenda fondazione, così ha deciso ieri, ma ammette già che prima di gennaio quella fondazione neppure sarà nata: «Mi auguro che possa essere definita per fine anno», dice l'assessore alla Cultura Stefano Zecchi. Passeranno quindi mesi prima di poter programmare una stagione agli Arcimboldi con spettacoli che dovrebbero spaziare dalla lirica ai concerti jazz, ai musical alla musica leggera d'autore. È certo che a oggi di spettacoli programmati agli Arcimboldi dall'autunno in poi, non ce n'è neppure uno. L'assessore Zecchi, che ha ereditato la pratica già in clamoroso ritardo quando è entrato in giunta a marzo, si sforza però di fare dichiarazioni tranquillizzanti: «Dovete chiedere alla Scala se il teatro resterà chiuso, perché è vero che la convenzione con loro scade ad agosto ma verrà sicuramente allungata. Io sono convinto che, se si vuole, qualche spettacolo si potrà fare, magari con i giovani della Scala. Certo mi stupisce il ritardo accumulato prima del mio arrivo, che sta portando a dover chiudere per qualche tempo il teatro». Dal Teatro alla Scala, intanto, per ora impegni non se ne prendono. «La nostra attività agli Arcimboldi termina a giugno, e il 31 agosto riconsegneremo il teatro al Comune. Questi erano gli accordi e per ora non sono stati cambiati». Riflessioni raccolte nella giunta, nel frattempo, aiutano a fare luce su quello che le dichiarazioni ufficiali non dicono. Anche se Albertini convincerà la Scala, di cui è del resto il presidente, ad allungare la convenzione di fatto resteranno solo quei presidi di vigilanza e manutenzione che già ci sono (e che naturalmente, il Comune dovrà pagare). La chiusura al pubblico del teatro causa mancanza di spettacoli è invece un fatto ormai scontato. E se un business pian di cosa costerà mantenere attivo il teatro con spettacoli e pubblico ancora non c' è, c'è non a caso la quantificazione di quanto costa mantenerlo chiuso: un milione di euro all'anno.