I vandali olandesi sono partiti dai pullman parcheggiati dentro Villa Borghese? Uno sconcio ed un pericolo costanti. Necessari piani di decentramento stile Giubileo Ora che la trasferta della Roma a Rotterdam si è conclusa da ogni punto di vista positivamente, possiamo tornare sui drammatici eventi di mercoledì 18 febbraio, soprattutto a quelli di piazza di Spagna. Per sottolineare un fatto assai poco considerato sin qui, e cioè che quel giorno il parcheggio "osceno" di per sé dei pullman dentro Villa Borghese, tutto viale Washington e piazza delle Canestre inclusa, era pieno zeppo di pullman turistici e di pullman di questi scatenati ultrà olandesi. Chi era in quelle ore dentro la Villa ne è rimasto fortemente colpito e allarmato. Poi sono defluiti in massa. Dove? Dove si può più facilmente andare dalla parte di Villa Borghese verso piazza del Popolo, cioè verso il Babuino e verso piazza di Spagna. Non era elementare prevederlo? Evidentemente no, non lo era, e non lo è stato, né da parte degli organi di pubblica sicurezza, né da parte del Comune. Su questo punto le responsabilità sono comuni. Lasciamo perdere le recriminazioni. Però quelle devastazioni ci devono insegnare qualcosa. A Rotterdam i tifosi sono stati presi all'aeroporto, perquisiti, alcuni trattenuti, gli altri avviati in pullman allo stadio da dove sono stati ripresi e riaccompagnati all'aeroporto. Così si è sempre fatto e così si doveva fare anche a Roma. Il peggio sarebbe stato evitato. Non si doveva consentire la sosta dei pullman olandesi all'interno di Villa Borghese. Come, a nostro avviso, non si deve autorizzare alcuna altra sosta. Roma e il suo traffico sono negli ultimi anni "massacrati" da pullman turistici di ogni genere ai quali si consente di parcheggiare ovunque. Pensate se la Giunta Rutelli si fosse comportata con lo stesso lassismo per il Giubileo. Allora si elaborò e si fece rispettare un piano dei parcheggi decentrati per i pullman dei pellegrini che funzionò bene. Perché, vista l'emergenza ormai continua, non si può pensare qualcosa di simile sul piano strategico? Forse non lo si può perché si "penalizzerebbe" il turismo di massa? Nel 2000 ci furono resistenze e però l'Amministrazione Capitolina dimostrò di esistere e di voler far applicare regole rigorose. Un esempio che la Giunta Marino dovrebbe riprendere. Se continua a non farlo e la città è ogni giorno, o quasi, nel caos, evidentemente è subentrata un'altra idea generale di Roma: quella che punta a farne - come ha prospettato in una intervista lo stesso ex sindaco Rutelli - un "acquario per turisti". Possibilmente senza l'intralcio dei cittadini residenti ai quali è bene decuplicare il costo dei permessi della ZTL, così non possono neppure eccezionalmente usare l'auto e se ne devono andare (come stanno facendo) dal centro storico. Via i residenti, vuol dire via gli artigiani di servizio, via i negozi specializzati, via tutto ciò che non serve a Roma "infrastruttura turistica" di massa, al Divertimentificio diurno e soprattutto notturno. Con una criminalità e una violenza sempre più diffuse, come documenta il rapporto del I Municipio appena diffuso. Dal Campidoglio non si risponde o si proclama: "Noi siamo per il cambiamento", Ma il cambiamento può essere in meglio o in peggio. In meglio quando si restituisce decoro e vivibilità a piazza Navona e dintorni. In peggio quando non si pone un freno a negozi, negozietti, mini-market orrendi esteticamente, scadenti da molti altri punti di vista. E si lasciano parcheggiare e girare ovunque schiere di pullman. Così non è più possibile andare avanti. Ci vogliono piani e controlli rigorosi. Ci vuole un'idea di città. Comitato per la Bellezza Vittorio Emiliani, Vezio De Lucia, Luigi Manconi