LE AZIENDE APUANE RISPONDONO ALLE CRITICHE DEL PRESIDENTE DEL FAI I lavoratori del marmo pronti a scendere in piazza per difendere i loro diritti "Le minacce di dimissioni sono una cantilena ormai giunta al limite del ridicolo" «BARBARI noi come quelli che hanno devastato la Barcaccia del Bernini a Roma? Il presidente del Fai Andrea Carandini chieda scusa agli oltre diecimila lavoratori che ha insultato». Il coordinamento delle imprese lapidee apuo-versiliesi non l'ha digerita. Senza tante giri di parole definisce «inaccettabile» la lettera che il Fai ha inviato al premier Renzi. E a scanso di equivoci annuncia fin d'ora: «I lavoratori del marmo sono pronti a scendere in piazza per difendere i propri diritti. Diritti che sono venuti meno già in diverse realtà produttive, dopo l'adozione del Piano paesaggistico». Lo scontro politico lascia il posto ad uno scontro economico e sociale. Che gli imprenditori lapidei, denunciando di essere stati penalizzati dal Piano di luglio, concentrano sull'assessore Anna Marson, che quel Piano l'ha scritto: «Nelle sue esternazioni induce alla denigrazione i lavoratori e gli imprenditori, dichiarandoli vittime delle lobbies del marmo. Insulta il Pd dinumero chiarando che è sotto scacco del partito del cemento», dicono. «Ma un assessore non può dichiarare 'suo' un piano che penalizza e decapita oltre diecimila posti di lavoro. E la minaccia delle dimissioni di Marson, quaartigiana lora il 'suo' piano venga toccato, è una cantilena che riempie le pagine dei giornali ed è ormai ai limiti del ridicolo», aggiungono le imprese del marmo. Decise a dar battaglia ovunque. «Un Piano che riguarda un così cospicuo di cittadini è dei cittadini stessi. Non solo di un singolo rappresentante politico, perché un assessore regionale non può permettersi di divenire paladina di interessi che non tengano conto della realtà effettiva», dicono gli imprenditori alla responsabile urbanistica di Rossi. Ringraziando invece Rossi, il segretario dem Parrini, «i consiglieri regionali e provinciali, i sindaci e le associazioni sindacali e di categoria che, con le loro posizioni basate sul buon senso e sulla loro capacità di ascolto, stanno invece promuovendo una politica volta a salvaguardare gli interessi di tutti». Del resto, l'associazione dei Comuni rivendica proprio questo: «Le modifiche al Piano sono state portate anche e soprattutto ascoltando i sindaci. E le polemiche di questi giorni mi sembrano gratuite e fuorvianti», dice la presidente toscana dell'Anci Sara Biagiotti. «I sindaci sono i primi a voler garantire l'ambiente, coniugato però alla crescita sostenibile, allo sviluppo del lavoro, altrimenti si rischia di imbalsamare e impoverire la nostra terra», aggiunge Biagiotti. Mentre l'ex deputato 5 Stelle Samuele Segoni si scaglia contro «un modello di sviluppo che mette in pericolo il paesaggio toscano». (m. v.)