LUNGO il Miglio d'oro sorge Villa Favorita, la più importante delle Ville vesuviane di età borbonica, dovuta all'architetto Ferdinando Fuga che la realizzò nel 1768 su commissione del siciliano principe Branciforte di Jaci. Divenne poi Real Villa Favorita perché acquistata nel 1792 da Ferdinando IV di Borbone, che la destinò a residenza reale. L'insigne edificio, che ha ospitato la corte e dove sono stati organizzati memorabili feste e ricevimenti, ha la facciata su corso Resina, ma è soprattutto caratterizzata dalla grande scalea semicircolare che si apre sulla facciata posteriore e con un grande salone ellittico sull'esteso Parco. Sono poi note le magnificenze degli ambienti e degli arredi interni con il famoso Salone cinese del secondo piano, di recente egregiamente restaurato dalla Soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli. La Villa è di proprietà del Demanio dello Stato ed è stata finora sede della Scuola di Polizia penitenziaria, ma l'Agenzia del Demanio ha ora sfrattato la Scuola. Penserete: buona notizia perché adesso la splendida Villa in parte re- staurata potrà essere fruita dal pubblico. Invece no. Venerdì 27 alle 11, presso le ex Scuderie reali di Villa Favorita, si svolgerà un convegno in cui la predetta Agenzia presenterà, in collaborazione con il ministero dei Beni culturali, un bando pubblico: "Concessione e valorizzazione di Villa Favorita". In buona sostanza Villa Favorita verrà ceduta per 50 anni in comodato d'uso a privati. Siamo ben consapevoli che lo Stato italiano non dispone dei mezzi per garantire la manutenzione e la gestione di un siffatto complesso monumentale, di cui peraltro è avvenuta solo la messa in sicurezza; e che per il totale restauro è necessario un grosso impegno finanziario. È quindi non solo auspicabile ma irrinunciabile il ricorso a capitali privati, ma il problema è quello della destinazione d'uso di Villa Favorita. Il bando prevede la trasformazione in resort-dimora storica: una struttura alberghiera con ricettività, accoglienza, zona convegnistica. E il parco? Nel 2016 scade l'attuale affidamento dell'area di parco, sottostante alla Villa, all'Ente Ville vesuviane, e pertanto assieme all'area di sopra, da restaurare, l'intero parco andrà in mani private. Che fine faranno le straordinarie e uniche decorazioni della Palazzina dei mosaici sul mare con rivestimenti di frammenti di madreperla e porcellana di stile arabo? Sul bando Italia Nostra intende perciò esprimere forti perplessità e avversione al ministro dei Beni culturali Franceschini per i seguenti motivi. Anche se per ora la presenza della Soprintendenza quale ente di tutela territoriale può garantire il controllo dei progetti di restauro conservativo, che i privati dovranno presentare per Villa Favorita; ed essa potrà richiedere il parziale uso pubblico del parco, che cosa avverrà tra poco quando la stessa riforma del dicastero voluta dal ministro svuoterà praticamente di qualsiasi potere quei presidi costituiti dalle Soprintendenze? Inoltre è evidente che la realizzazione delle strutture interne alberghiere non può non alterare e sconvolgere l'attuale assetto prestigioso degli invasi e delle decorazioni. L'Agenzia del Demanio si rende conto che la Villa è sottoposta ai vincoli del Codice dei Beni culturali del 2004? Insomma Villa Favorita venga intanto acquisita dalla Regione Campania, che potrà affidarla a privati solo però per attività convegnistiche e di ricevimenti, catering, senza nulla alterare. Soprattutto garantendo la pubblica fruizione della villa e del parco. Presidente Italia Nostra Napoli
CAMPANIA - un albergo a Villa Favorita
La Villa Favorita, una delle Ville vesuviane di età borbonica, è stata acquistata nel 1792 da Ferdinando IV di Borbone e è stata destinata a residenza reale. L'edificio è caratterizzato dalla grande scalea semicircolare e dal Salone cinese del secondo piano. La Villa è di proprietà del Demanio dello Stato e ha ospitato la corte e le feste. Tuttavia, l'Agenzia del Demanio ha annunciato un convegno per la concessione e valorizzazione di Villa Favorita, che prevede la trasformazione in resort-dimora storica. Il bando prevede la destinazione d'uso della Villa e del parco, che andranno in mani private.
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