L'Urbanistica è il pane quotidiano di Anna Marson. E l'incarico di assessore al ramo della Regione Toscana, in quota Idv area Pancho Pardi, è stato contraddistinto dall'analisi approfondita e dalla messa a punto di provvedimenti unanimamente considerati avanzatissimi. Ora che il Piano paesaggistico si appresta al via libera del Consiglio, gli emendamenti presentati dal Partito democratico sono, agli occhi del fronte ambientalista e non solo, una brusca frenata che rischia di vanificare il lavoro di anni. Le accuse al "partito delle cave e del mattone" hanno scatenato le ire del presidente della Regione Enrico Rossi, complice l'approssimarsi del voto. Abbiamo intervistato Anna Marson durante una pausa della trattativa iniziata dopo il clamore per la sua reazione. Assessore Marson, il presidente Rossi ha chiesto agli uffici della Regione di limare gli emendamenti per tutelare le Apuane e la montagna dalle attività di cava. Non è sufficiente? La situazione è ancora fluida. Alcuni emendamenti presentati successivamente dal Pd hanno scongiurato stravolgimenti come quello volto a trasformare le direttive del piano in semplici indirizzi. Ci sono alcune frasi bizzarre e cose poco chiare, ma il vero scoglio è quello della disciplina delle attività di cava, sulle Apuane e non solo. Dopo la legge che ha detto stop al consumo di suolo arriva il Piano paesistico che blocca la cavazione. C'era da aspettarselo che qualcuno mettesse i bastoni tra le ruote, non crede? È tutta la legislatura che lavoriamo alle legge urbanistica, approvata a novembre, e al Piano: sono due assi complementari. Modificare quest'ultimo renderebbe monca l'applicazione della prima. In questa vicenda la studiosa ha prevalso sulla militante politica? Fatico a scindere una cosa dall'altra. Si fa politica anche su questioni di merito. Questa è una materia in cui sono specializzata, ma soprattutto sono in ballo principi in cui credo fortemente. Ci spiega una cosa? Da una parte il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni appoggia la sua linea, dall'altra arrivano emendamenti e critiche da esponenti del partito di maggioranza del governo. Non è una contraddizione? I giochi sono complicati. Il sottosegretario ha tenuto a sottolineare la coerenza del nostro Piano con il Codice del paesaggio. Peraltro questa materia è competenza dello Stato e la Regione è tenuta alla copianificazione con il ministero, anche se il Piano è poi votato dal consiglio regionale. Allora ha inciso la fase pre elettorale... Il momento prossimo alle scadenze elettorali ha avuto il suo peso. Ora sul piatto di questa vicenda c'è la sua carica di assessore. Indubbiamente ho messo in gioco anche una eventuale riconferma futura, semmai ce ne fossero stati i presupposti. Ma in questa polemica quello che mi ha amareggiato è il tentativo di rappresentare come soltanto mie la proposta di piano e le controdeduzioni alle osservazioni. Quegli emendamenti modificherebbero un provvedimento votato dai consiglieri di maggioranza. Le controdeduzioni, poi, sono state approvate dalla giunta e non soltanto dall'assessore. Non pensa alle dimissioni, dunque? Sarà qualcun altro eventualmente che deciderà di dimettermi.