Dopo le proteste del Forum dei sindaci la Regione sospende le autorizzazioni alla società petrolifera texana PALERMO La Regione Sicilia fa dietro front sulle concessioni petrolifere alla texana «Panther oil». Dopo una travagliata riunione di giunta, venerdì il governo Cuffaro ha deciso di sospendere il permesso per le trivellazioni che avrebbero deturpato riserve naturali e siti archeologici della parte orientale dell'isola, tutelati dall'Unesco. «Sospeso», non revocato: per quello occorrerà più tempo e una decisione netta che per adesso nessuno si sente di prendere. Anche perché la Regione deve comprendere esattamente cosa significhi venir meno all'impegno assunto dall'ex assessore all'Industria Marina Noè, dell'Udc: è quasi certo che la compagnia statunitense ricorrerà contro la decisione, chiedendo un risarcimento che potrebbe costar molto caro alle casse dell'ente. Comunque sia, si tratta di un primo, importante successo del «forum dei sindaci» dei 15 comuni interessati agli scavi, che qualche mese fa avevano levato gli scudi contro l'ennesimo, assurdo scempio autorizzato da Cuffaro e compagni, avversatissimo all'interno anche dall'assessore al Turismo Fabio Granata, di An. E' stato lui a presentare ai colleghi di giunta la richiesta di sospensione, imponendo che se ne discutesse venerdì e che fosse votata. E ieri esultava: «È questa l'autonomia nella quale crediamo: la sovranità del territorio e dello sviluppo sostenibile su scelte economiche sbagliate», ha dichiarato. Aggiungendo che «l'atto politico della giunta che blocca le ricerche petrolifere, rappresenta una svolta politica e culturale. La Sicilia, con il suo massimo ordine di governo dice basta a scelte e modelli sbagliati. Non siamo più in vendita». Neanche fossero stati altri a scegliere di aprire la strada alle trivellazioni texane e allo sfruttamento del territorio, in barba alle vocazioni turistiche di un'area zeppa di gioielli, a cominciare dal barocco di Noto e dintorni e dall'oasi di Vendicari, «patrimonio dell'umanità». Ma come in una perfetta commedia pirandelliana, ad esprimere «enorme soddisfazione» ieri sono stati tanti altri esponenti del centrodestra isolano, che si è fatto praticamente opposizione da sé. E se il presidente dei senatori e coordinatore regionale di An Domenico Nania plaudiva alla «battaglia di Granata per il territorio e l'ambiente», e l'assessore regionale alla Sanità Giovanni Pistorio (uno dei colonnelli' di Raffaele Lombardo) sottolineava la «coerenza della scelta conuna azione politica a forte connotazione autonomistica» perché «asseconda iniziative di sviluppo economico in linea con la vocazione autentica di quel territorio, e non subisce modelli chegli sono estranei», il sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono è andato persino oltre, assicurando che aspettava con ansia che la Regione intervenisse. E ora chiede un ulteriore scatto, «passare al più presto dalla sospensione alla revoca». E l'ex assessore Noè? A giudicare dai commenti, sembrerebbe aver fatto tutto da sola. Venerdì solo il governatore Cuffaro ha tenuto a precisare che «la sospensione è politica», in attesa che il parlamento siciliano «vari un apposito disegno di legge». Difendendo l'ex amministratrice che, come esponente della sua 'cordata' ha recuperato in qualità di consulente a Palazzo d'Orleans: «Ha operato in linea con le disposizioni vigenti...», ha voluto precisare.