LO SCENARIO DODICI mosse perché è una città che si mostra culturalmente e logisticamente ammirando il mare. Non ci sono solo il teatro Margherita e l'ex Mercato del pesce, freschi di acquisizione dal Demanio e che, assieme alla sala Murat, costituiranno il polo delle arti contemporanee. «Saranno le sedi della arti figurative e visive, come mostre, fotografia, danza, musica e performance live. Ma non saranno le uniche» spiega l'assessore alla Cultura Silvio Maselli a margine di «una giornata per noi storica che ci ripaga di tanti mesi di duro lavoro». E allora proviamo a immaginarli questi spazi che si intrecciano in vari campi artistici, senza dimenticare i più piccoli. «Perché la nostra idea - avverte Maselli - è anche quella di creare un museo dei bambini e stiamo cercando le sedi idonee». Il Margherita sarà uno spazio aperto e flessibile in base alle esigenze: posti a sedere per spettacoli dal vivo, ma anche pronti a scomparire in base alle necessità artistiche. «E senza cambiamenti invasivi, manterremo la struttura originale come hanno fatto a Parigi per il Palais de Tokyo» continua l'assessore imdato maginando anche elementi spagnoli che si inseriscono nell'attiguo Mercato del pesce. Al piano terra resteranno i mercati, ma in stile boqueria (con prodotti artigianali ed enogastronomici), mentre ai piani superiori troveranno casa gli uffici, le residenze per gli artisti, i laboratori e un terrazzo roof garden con installazioni di verde per vernissage e anteprime. Di fronte la sala Murat che già dalla seconda metà dell'anno spalancherà le porte alle arti visive. «Ma faremo tutto rivolgendoci ai privati, senza creare fondazioni o enti» avverte l'esponente della giunta Decaro ragionando sui numeri che gli hanno già ragione. Basta guardare le otto offerte giunte nelle scorse settimane per gestire due immobili del centro storico, la casa natale di Niccolò Piccinni e il Museo civico, pronti ad aprirsi al pubblico per visite guidate. Ma nella scacchiera culturale le mosse sono anche i tre teatri, o meglio quattro, che daranno vita al Miglio. Ogni teatro una missione: arte al Margherita, prosa al Piccinni, lirica al Petruzzelli e musica al Kursaal che da mesi il Comune chiede alla Regione per girarlo alla Fondazione Petruzzelli, bisognosa di patrimonio e di sale di prova. Il filo ideale di questo rilancio culturale si snoda appunto sul mare. Al centro il museo archeologico di Santa Scolastica e alle estremità, la Fiera verso nord e il palazzo della Provincia verso sud. Il primo, entro la fine dell'anno, avrà la sua Apulia Film House e ospiterà la nuova edizione del Medimex, «in quella occasione - annuncia Maselli - ci candideremo a capitale della musica per l'Unesco», il secondo immobile, invece, allargherà gli spazi della prestigiosa Pinacoteca (ora della Città metropolitana) utilizzando la sala del Colonnato per le esposizioni temporanee. Senza dimenticare altre sedi culturali che da mesi dimostrano di rappresentare un punto di riferimento per i giovani artisti. Un esempio è la Piastra di San Francesco di via Crispi, l'officina degli esordi che dà spazio ai giovani musicisti con sale di prova e di produzione. «Adesso lavoreremo sodo» assicura da giorni il sindaco Antonio Decaro mentre guarda la lista dei 17 beni ceduti dal Demanio e nella quale figurano anche la pineta di San Francesco e diversi suoli e fabbricati sparsi per la città. In virtù del decreto Sblocca-Italia che permette ai Comuni di chiedere beni al Demanio, a condizione di una loro valorizzazione. E Bari risulta tra i primi enti locali ad aver utilizzato questa possibilità.