PISA. Il museo statale di San Matteo a Pisa è un piccolo scrigno le cui opere sono molto amate all'estero, da musei ed esperti. Così il suo direttore e storico dell'arte Dario Matteoni è molto di frequente alle prese con richieste di prestiti: «Dalla Lettonia è ritornato da poco un Gentile da Fabriano mentre abbiamo un accordo con il Louvre di Lens, nel nord della Francia, per fare mostre sui rapporti tra Firenze, Siena, Pisa e la Francia nel medioevo. Per questo presteremo a breve due sculture lignee e due tavole di Enrico di Tedice per una mostra che dovrebbe durare circa tre mesi». Non tutto, comunque, può essere prestato. «La prassi solitamente dice che ci sono alcune opere di maggiore appeal che non vengono prestate - spiega Matteoni - mentre si dà il via libera per opere che possono essere facilmente sostituite da altre che sono dei depositi. O comunque opere che grazie al prestito vengono restaurate. È accaduto di recente anche per un'opera conservata al San Matteo, che abbiamo prestato a Roma, alla mostra su Hans Memling che si è conclusa in gennaio alle Scuderie del Qurinale». Ma come viene valutata da un museo la possibilità o meno di prestare una delle sue opere? «Vanno seguiti criteri specifici e valutare situazione per situazione, anche se tendenzialmente le opere d'arte andrebbero spostate il meno possibile. Comunque vanno valutati le condizioni ambientali di destinazione - spiega il direttore Matteoni - il progetto scientifico nell'ambito del quale è maturata la richiesta di prestito, la serietà dell'organizzazione, le prescrizioni per come l'opera va conservata e per la quale si possono decidere verifiche a spot durante l'esposizione. Poi bisogna assicurare l'opera, farla trasportare da una ditta accreditata e accompagnare il prestito a destinazione». Fra le circostanze da verificare con grande attenzione ci sono la misurazione dell'umidità e della temperatura degli ambienti dove il prestito verrà posizionato e, nel caso, il museo che presta deve indicare se l'opera deve essere protetta (ad esempio in una teca) oppure no. (e.a.)
PISA - Dario Matteoni, direttore del museo San Matteo di Pisa Per ogni prestito, un decalogo da rispettare
Il museo statale di San Matteo a Pisa, noto per le sue opere amate all'estero, riceve frequenti richieste di prestito. Il direttore Dario Matteoni spiega che la prassi presta opere che possono essere facilmente sostituite o restaurate, mentre si dà il via libera per opere che possono essere facilmente sostituite da altre. Le opere vengono valutate caso per caso, tenendo conto dei criteri specifici come le condizioni ambientali, il progetto scientifico e la serietà dell'organizzazione. Il museo deve assicurare l'opera, farla trasportare e accompagnare il prestito a destinazione.
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