COSÌ non l'ha mai vista nessuno. Nemmeno Karl Weber, il primo archeologo che ne disegnò una piantina degli interni nel 1751. Né Paul Getty, il celebre collezionista e filantropo americano che realizzò la sua casa a Malibu quasi uguale all'originale. Torna a nuova vita la Villa dei Papiri, gioiello dell'architettura di Ercolano, ancora parzialmente sepolta dall'eruzione del 79 dopo Cristo. E lo fa grazie alla computer grafica, ricostruita in ogni dettaglio in speciali videoinstallazioni interattive: dal suo profilo imponente sul mare (che nel primo secolo bagnava la città vesuviana), alle affrescate sale interne, l'imponente biblioteca con oltre 1800 scritti filosofici. Sette pannelli che rientrano nei dieci del nuovo allestimento hd, ribattezzato "3.0", all'interno del Museo archeologico virtuale di Ercolano (Mav), in via IV novembre. Il pubblico potrà ammirarle da martedì, a corredo dei 70 "exhibit" già presenti. C'è sempre un po' di magia nella computer grafica, soprattutto quando è al servizio dell'archeologia. Ogni riproduzione, seppur virtuale, restituisce infatti l'immagine esatta di un'ambientazione antica. Un traguardo che gli studiosi e pittori del passato potevano solo limitarsi a sognare nelle "loro" ricostruzioni. Oggi si possono osservare le decorazioni precise di una colonna, il mobilio in una stanza, persino i colori esatti dei muri, ora solo uno spettro di pietre e stucco di come apparivano. Il continuum di studi e ricerche lunghi tre secoli, dà i suoi frutti con la tecnologia. «La fedeltà dei nostri rendering spiega Ciro Cacciola, direttore del Mav è il risultato di una lunga ricerca. Vi lavoriamo dal 2013, in contatto costante con uno staff di storici e archeologi. Nemmeno una finestra della Villa dei Papiri si trova dove non dovrebbe essere, in base ai più recenti rilievi scientifici». Vale anche per le statue della domus, riprodotte nella loro esatta posizione grazie ad uno scanner laser 3d, proiettato sugli esemplari originali, straordinari, custoditi al Museo archeologico nazionale di Napoli. Ancora, una proiezione del "tablino" (l'antico salotto romano adiacente all'atrio), il lungo colonnato del peristilio, attorno al giardino e alla piscina. «Il nostro scopo è informare e divulgare aggiunge il direttore Anche per questo, ogni tre anni aggiorniamo le nostre installazioni con nuovi inserti». Ai rendering della villa, presentati in anteprima l'anno scorso in una mostra a Madrid dedicata ad Ercolano, che superò i 100 mila visitatori, si aggiungono quelli della domus pompeiana del Citarista (per la prima volta animata digitalmente, in collaborazione con la fondazione Kunst di Amburgo), costruita nel primo secolo avanti Cristo e abitata dalla ricca ed influente famiglia dei Popidii. Il percorso museale è stato interamente ripensato in apposite aree tematiche, dedicate alla città romana, alle case e agli edifici pubblici. Ultima chicca, una macchina interattiva, chiamata iSense, che emana profumi e aromi della Campania felix di duemila anni fa. Ora la parola passa ai visitatori. In costante aumento al Mav: più di 70 mila nel 2014, con un aumento del 12 per cento annuo. Un trend positivo che rispecchia i dati degli ingressi agli scavi di Ercolano dell'ultimo quinquennio: da quasi 292 mila nel 2011 ai 382 mila nel 2014.
Villa dei Papiri in versione 3.0 Ercolano riscopre la domus più bella
La Villa dei Papiri, un gioiello dell'architettura di Ercolano, è stata ricostruita in computer grafica e presentata in un nuovo allestimento HD, chiamato "3.0", all'interno del Museo archeologico virtuale di Ercolano. Il nuovo allestimento include sette pannelli che rientrano nei dieci del museo e presenta la villa in ogni dettaglio, comprese le decorazioni precise di una colonna, il mobilio in una stanza e i colori esatti dei muri. La ricostruzione è stata possibile grazie a una lunga ricerca e a una collaborazione con uno staff di storici e archeologi.
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