CARRARA «Secondo me il tempo per varare il Piano paesaggistico e anche la nuova legge 7898 per le cave c'è», cioè prima della tornata elettorale in Regione. Ne è convinto il vice sindaco di Carrara, Andrea Vannucci, anche se parla di due diverse velocità: «Il Pit ha preso la rincorsa». Carrara attende il nuovo regolamento sugli agri marmiferi, e l'amministrazione comunale ha deciso di andare di pari passo con la Regione. Potrebbe succedere che la legge sulle cave si fermi sulla soglia del fine legislatura, frenando anche il regolamento? «Siamo ormai pronti per tirare le somme: noi per il nuovo regolamento sugli agri marmiferi e la Regione per approvare la legge. Sì, a Firenze farebbero proprio bene a lanciare Pit e legge 78 riformata, entro la fine della legislatura. Anche se non si tratta di due provvedimenti uguali». Quale distinzione? Entriamo nei meandri della materia, che a Carrara ha suscitato più di un mal di pancia, polemiche, prese di posizioni politiche, e nella cittadinanza. «Il Pit è uno strumento di pianificazione, la legge diventa attiva da quando viene approvata definitivamente e la giunta toscana l'ha già approvata. Il Piano paesaggistico è stato adottato dal consiglio, poi c'è stata la fase delle osservazioni». Aggiungiamoci le proposte di emendamento di questi ultimi tempi, da quello maxi del Pd, ai duecento annunciati da Forza Italia. La rivisitazione del testo in alcuni punti. Le ire degli ambientalisti, i timori degli industriali del marmo. Dunque? «Il Piano paesaggistico, con l'adozione, intanto ha già messo tutto in salvaguardia, è quindi uno strumento che ha già conseguenze da ora. Se il Pit non fosse approvato prima della fine della legislatura toscana, resterebbero in piedi le norme di salvaguardia. Con conseguenze per le attività estrattive. Ma credo non sia interesse di nessuno tenere il Piano paesaggistico a bagno maria, c'è la volontà diffusa di approvarlo presto. E la Regione vuole inoltre attaccare la legge sulle cave a un treno che già cammina. Manca poco». Ma come la mettiamo con i beni estimati di cui è prevista l'abolizione? Il presidente della cooperativa di cavatori di Gioia, Anselmo Ricci, ha detto: "Siamo pronti a pagarli al Comune come agri marmiferi, ma difendiamo la proprietà". Sarà la battaglia del secolo sul fronte lapideo? «Potevano allora cominciare a pagarli anche prima. Comunque, gli industriali dicono che i beni estimati sono di loro proprietà, noi e la Regione sosteniamo di no. Decideranno gli organi deputati. La nuova legge afferma tre principi: le cave, tutte, sono pubbliche; chi le usa deve pagare il giusto al Comune; ci deve essere una ricaduta sul territorio in termini di ricchezza: che sono anche gli obiettivi del regolamento comunale sugli agri marmiferi. Il Pit ha invece l'obiettivo principale di garantire la sostenibilità paesaggistica». Si dice che il Pit sia lacunoso sulle autorizzazioni all'escavazione in scadenza nel 2015. È una preoccupazione concreta degli industriali del marmo: temono che fra il varo del Pit e il piano attuativo che deve fare il Comune, l'intertempo possa danneggiare più cave. L'imprenditore Anselmo Ricci ha paventato il rischio di blocco di molte cave proprio per il problema autorizzativo. «Sì, sotto questo aspetto il Piano paesaggistico è lacunoso. Penso che le cave in piena attività debbano poter continuare l'escavazione, mentre le modifiche alla coltivazione o cave nuove dovranno attendere il piano attuativo». E come avete concepito i piani attuativi? «Il Comune nel suo piano strutturale già prevede piani attuativi dei bacini idrografici di Colonnata, Miseglia, Torano e Pescina. E abbiamo chiesto che tutti e quattro vengano recepiti (essendo in linea con i nostri strumenti strutturali) nel Pit che invece per ora prevede il bacino di Pescina da solo e gli altri tre bacini assieme. Quello attuativo è un mini piano regolatore: dopo l'approvazione del piano paesaggistico, bisogna dare il via ai piani attuativi, e non si può pensare che nel frattempo si blocchi tutto».
TOSCANA - Ma ora ci aspettiamo un doppio sì a Firenze
Il vice sindaco di Carrara, Andrea Vannucci, afferma che il Piano paesaggistico e la legge 7898 per le cave saranno approvati entro la fine della legislatura. Il Pit, uno strumento di pianificazione, è stato adottato dal consiglio, ma c'è ancora la fase delle osservazioni e le proposte di emendamento. La legge sulle cave prevede la pubblicità delle cave, il pagamento del giusto al Comune e la ricaduta sul territorio. Il regolamento comunale sugli agri marmiferi prevede la coltivazione e la conservazione del marmo. Gli industriali del marmo temono che il Pit sia lacunoso sulle autorizzazioni all'escavazione in scadenza nel 2015.
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