Doppio appuntamento sulla Villa romana del Casale. Ieri, infatti, la tabella di marcia dell'Alto commissario per la valorizzazione del sito archeologico di Piazza Armerina, Vittorio Sgarbi, ha previsto due riunioni sul monumento, annoverato dall'Unesco nel 1997 tra i beni di interesse mondiale. Il primo incontro si è svolto a Palermo, presso l'assessorato regionale ai beni culturali, con l'obiettivo di mettere un punto alla querelle tra il critico d'arte e il sovrintendente di Enna, Salvatore Scuto, che nei giorni scorsi aveva rilasciato il nullaosta di compatibilità della "cupola geodetica". Ed è proprio questo documento la causa di tutti i mali che ha fatto andare a monte la riunione operativa, prevista per domenica scorsa, sul futuro della Villa del Casale. Ogni decisione sul monumento spetta a Sgarbi, secondo il decreto regionale n. 25 del 16 marzo scorso, che per questo ha ritenuto inammissibile l'atto rilasciato dal sovrintendente Scuto. A fare da paciere tra i duellanti è stato l'assessore regionale ai beni culturali, Alessandro Pagano, che ha convocato la riunione di ieri. Il risultato? Un protocollo d'intesa che chiarisce le competenze dell'Alto commissario, del sovrintendente di Enna e del centro regionale per la progettazione e restauro. «Dalla riunione», commenta l'assessore Pagano, «è emerso che Scuto ha preso atto di alcuni atti amministrativi di cui non era a conoscenza. E da oggi la palla passa all'Alto commissario che, di concerto con la sovrintendenza di Enna e il centro restauro, si attiverà per realizzare il cronogramma degli interventi previsti per il restauro e fruizione della Villa». Morale della favola, probabilmente il «cupolone» avanguardistico ideato dagli architetti Lucio Trizzino e Mario Bellino non si farà. Per far fronte alla conservazione lei monumento si seguirà, invece, secondo quanto risulta a MF Sicilia, l'impostazione di Franco Minissi, l'architetto che negli anni Settanta ideò una copertura di plexiglass per proteggere i mosaici. Questa soluzione è avallata oggi dal centro restauro, diretto dall'architetto Guido Meli, e si adegua, in linea di massima, alle linee guida enunciate da Sgarbi», così come è scritto nel protocollo d'intesa firmato ieri. Una volta risolto il problema della copertura, rimane in ballo il recupero dei mosaici che ogni giorno perdono tasselli. Di questo si è parlato ieri a piazza Armerina nel corso della tavola rotonda «Una scelta condivisa per il recupero della Villa romana del Casale», organizzata da Legambiente e inserita per la terza volta nella campagna Salvarte Sicilia 2005. All'incontro è stato invitato anche Sgarbi che, dopo la riunione palermitana, ha proseguito verso l'Ennese per non mancare all'appuntamento. Una fitta tabella di marcia, dunque, e soprattutto una corsa contro il tempo per non perdere il finanziamento europeo di 18 milioni che impone, entro il 2008, la chiusura del capitolo Villa del Casale.
Armerina. Pace fatta su Villa del Casale. Adesso è emergenza mosaici
L'Alto commissario per la valorizzazione del sito archeologico di Piazza Armerina, Vittorio Sgarbi, ha convocato due riunioni sul monumento, la prima a Palermo e la seconda prevista per domenica scorsa. La riunione a Palermo si è svolta senza problemi, mentre quella prevista per domenica è stata annullata a causa della querella tra Sgarbi e il sovrintendente di Enna, Salvatore Scuto, che aveva rilasciato il nullaosta di compatibilità della "cupola geodetica". Un protocollo d'intesa è stato firmato per chiarire le competenze dell'Alto commissario, del sovrintendente di Enna e del centro regionale per la progettazione e restauro.
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