Piove dentro la Chiesa del Sepolcro di Santa Lucia. Il Tempietto ottagonale è stato restaurato pochi anni fa dalla SOpRINTENDENZA, sfruttando i finanziamenti ministeriali del gioco del Lotto ma i lavori hanno da subito mostrato alcune pecche come denunciato dagli stessi residenti. Oggi la chiesa del Sepolcro è "viva" grazie al lavoro profuso dai volontari dell'associazione dei Fedeli di Santa Lucia. «L'edificio è dimenticato - dice il presidente del rione, Fabio Rotondo - e purtroppo le infiltrazioni d'acqua e l'incuria sono causa di danni. Una situazione denunciata da tempo ma che rischia di incancrenirsi». L'incuria che connota il Tempietto ottagonale riaccende, ancora una volta, i riflettori sulle potenzialità del rione di Santa Lucia ancora non adeguatamente sfruttate. «Questa chiesa è un po' dimenticata forse dagli stessi cittadini siracusani - afferma lo storico Carmelo Scandurra - anche se in occasione dell'ultima festa in onore della Patrona, all'interno è stata valorizzata, e anche tanto. Grazie all'impegno e al volontariato, i membri dell'Associazione dei Fedeli di S. Lucia hanno ridipinto le pareti, lucidato i marmi policromi del pavimento, restaurato l'altare ligneo, sistemato l'impianto elettrico di illuminazione della statua del Tedeschi e rifatto nuovo tutto l'arredo liturgico». Un lavoro delicato che i volontari hanno eseguito con attenzione e passione. «Il valore storico di questa chiesa - prosegue Scandurra - sta nel fatto che, dalla costruzione del tempio da parte di Vermexio si sia depositata qui la memoria della Patrona. Ed è questo un luogo di culto che è meta secolare di pellegrinaggio e venerazione. Questi pellegrini, che prima percorrevano le gallerie sotterranee delle catacombe per arrivare al sepolcro della Santa, dopo l'abbandono del cimitero, in un primo momento visitavano dei piccoli ambienti di culto legati alla memoria del martirio - ne è testimone, ad esempio, l'Oratorio dei Quaranta Martiri - e, in un secondo momento, la chiesa che inglobò la tomba di Lucia». Infatti, nel Medioevo, sorgeva una chiesetta sulla tomba che, in seguito, venne totalmente obliterata dalla fondazione vermexiana, che ne cancellò ogni traccia materiale. «Oggi valorizzare questo luogo significa, innanzitutto, riscoprire l'identità di cittadini - dice Scandurra -: è un sentimento vivo, che si è potuto constatare con mano, vista la presenza di migliaia di pellegrini che, più di 1700 anni dopo il martirio, si sono uniti alla loro Patrona, spiritualmente ma anche materialmente, toccando la teca che custodisce le sue tracce mortali. Poi, anche per i non credenti, vedere le strutture materiali, archeologiche, del culto, e ricostruirne un contesto storico unitario, insieme con le catacombe e la basilica extra moenia, la quale ingloba il luogo dove subì il martirio e sorge nei pressi del monastero intitolato a Lucia da un grande papa come Gregorio Magno: nessuno può negare, in questa maniera, l'antichità e l'universalità del culto». Infine, in un percorso di fruizione turistica integrato con gli altri beni culturali del quartiere può essere occasione di sviluppo e crescita socio-culturale. «L'auspicio per il rilancio della Borgata - dice Scandurra - è che si possa rilanciarne la valorizzazione con il rientro, a casa propria, del suo inquilino più importante: Caravaggio». 21022015
SICILIA - Sepolcro di S. Lucia nell'oblio Piove dentro la chiesetta
La Chiesa del Sepolcro di Santa Lucia a Siracusa è stata restaurata grazie al lavoro dei volontari dell'Associazione dei Fedeli di Santa Lucia. Il Tempietto ottagonale, restaurato pochi anni fa, presenta alcune carenze. La chiesa è stata valorizzata grazie al lavoro dei volontari, che hanno ridipinto le pareti, lucidato i marmi e restaurato l'altare ligneo. Il valore storico della chiesa è legato alla memoria della Patrona, e oggi è meta di pellegrinaggio e venerazione. La chiesa è stata costruita sulla tomba di Lucia, e il suo restauro è stato possibile grazie al lavoro dei volontari. La valorizzazione della chiesa può essere occasione di sviluppo socio-culturale e turistica.
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