FIRENZE «Se mi dimetto? Aspetto di capire quali spazi di mediazione ci sono sull'emendamento del Pd, poi mi riservo di trarne le conclusioni», risponde amara l'assessore all'urbanistica Anna Marson. Che si limita a queste poche parole, non vuole buttare benzina sul fuoco. Al Tirreno risulta che per tutta la giornata di ieri abbia inviato molti sms di chiarimento a Rossi ricevendone risposte laconiche, generiche. «Anna si agita troppo», spiega Rossi nell'intervista che pubblichiamo. La partita si giocherà giovedì prossimo quando si riunirà la maggioranza che sostiene Rossi per dirimere la "guerra" tra il gruppo del Pd e la Marson. La quale più che agitata è infuriata. Al di là dei singoli aspetti e settori - cave, oliveti, spiagge e così via -, all'assessore non va giù che l'emendamento del Pd, presentato dai consiglieri Ardelio Pellegrinotti e Matteo Tortolini, avrebbe trasformato le direttive previste nel piano in indirizzi. Per cui un comune una direttiva è obbligato a recepirla mentre un indirizzo no. E' come dire in soldoni ad uno: «Ti consiglio di fare questo». Anziché: «Devi fare questo». Ma Pellegrinotti replica: «Il piano sarà valido per i prossimi vent'anni e non si possono stabilire norme cogenti che oggi possono essere valide e domani forse no». Come dire, non si può vincolare il paesaggio toscano ai lacci della Marson. «Le modifiche che il Pd intende inserire puntano a garantire la salvaguardia dell'ambiente con lo sviluppo delle attività produttive. Per le cave di marmo si mantiene fermo il divieto di aprirne di nuove sopra i 1200 metri nelle aree di crinale integre, mentre in quelle dove insistono già delle cave attive, le si lascia lavorare fino all'estinguersi dell'attività. Nelle aree contigue ai parchi invece, si prevede che per il mantenimento delle cave esistenti o l'apertura di nuove, queste dovranno essere soggette ai piani attuativi dei bacini estrattivi e alla valutazione paesaggistica», conclude Pellegrinotti. Nella sfida tra gruppo dei democratici e Marson, il segretario regionale del Pd Dario Parrini si è affrettato a prendere le parti dei consiglieri che hanno presentato l'emendamento. Per lo scontro tra Pd e la Marson esulta il centrodestra: «Meglio tardi che mai. Quasi un anno fa fu Forza Italia a evidenziare che il piano paesaggistico avrebbe bloccato lo sviluppo della Toscana, dal settore lapideo a quello balneare, all'agricoltura, mettendo in ginocchio le imprese e lasciando a casa centinaia di lavoratori. Proprio per arginare questi rischi abbiamo presentato nei giorni scorsi circa 200 emendamenti », affermano il capogruppo Fi Giovanni Santini e il consigliere Nicola Nascosti. Se la destra plaude a Pellegrinotti e compagni, Sel e il sottogretario Borletti Buitoni difendono a spada tratta la Marson. Ma alla fine il maxi emendamento potrebbe rivelarsi inutile perchè l'adozione del piano sul paesaggio è frutto di un accordo con il ministero competente: qualunque modifica al testo adottato dovrà essere rivista dal governo. Non solo. Nel frattempo le diplomazie sono al lavoro per evitare il 10 marzo un voto che sconfessi la Marson e anche Rossi che l'ha sempre difesa. (m.l.)