Il ministero all'Expo si presenta con i crolli Per arrivarci, si attraversa un pavimento di macerie: cocci dipinti che devono risvegliare l'attenzione del "visitatore distratto". Poi, su un grande schermo, le immagini del crollo della volta della Basilica di Assisi dopo il terremoto del 1997. È questo il biglietto da visita che il Ministero dei Beni Culturali ha scelto per rappresentare l'Italia nel padiglione di Expo. Fotografia non esattamente esaltante di un Paese che viene giù. L'idea in lavorazione da più di un anno ha come grande sponsor il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni. È stata lei a ispirare Marco Balich, il "designer delle emozioni" uno dei più importanti creativi nella produzione di cerimonie olimpiche che si sta occupando dell'allestimento del Padiglione Italia. Dal prossimo 1 maggio racconterà al mondo l'identità del nostro Paese e, tra le varie opere, avrà anche il "terribile filmato che coglie l'esatto istante in cui crolla il soffitto affrescato della Basilica". Lasciamo perdere l'antipatica coincidenza con la denuncia dello storico dell'arte Tomaso Montanari (su Repubblica dell'altro ieri), secondo il quale parti del restauro degli affreschi trecenteschi della Basilica, sono "scioccanti, un effetto 'pizzeria' che contrasta violentemente con le zone sulle quali non si è ancora intervenuti": la filosofia che sta dietro al progetto è nobile e ragionata. Valorizzare "la bellezza che rinasce", spiega Balich sul magazine di Expo, e "la grande scuola del restauro italiano". Anche perché spiega ancora il designer "una esposizione universale deve essere luogo di grande onestà intellettuale, nella relazione con i visitatori. Non è una fiera dove si espongono solo le cose migliori e si nascondono i problemi". Giusto. È che la Borletti Buitoni, a cui il ministro Franceschini l'estate scorsa ha affidato la delega Expo, pare un tantino sbilanciata sulla comunicazione del disastro. Fa saper che oltre agli "spazi dedicati al crollo della Basilica, con un effetto scenico del crollo che, ahimè, ha visto nella realtà delle vittime e che dovrebbe impressionare chi entra", nell'auditorium di 250 posti "di cui ci sono stati affidati alcuni spazi, illustreremo, naturalmente in modo molto comunicativo, i nostri istituti di restauro, affrontando temi che giudico abbastanza affascinanti: per citarne solo alcuni, venti di guerra, calamità naturali". Benvenuti.