MA ANCHE sul medievista Giuliano Volpe (opzione su cui secondo alcune indiscrezioni Franceschini si fosse consultato alcuni giorni fa con il sindaco Marino), che sempre ieri sera è stato invece riconfermato alla guida del Consiglio superiore per i Beni culturali e paesaggistici. Del resto, Prosperetti in Calabria ha brillato per i progetti legati all'archeologia: dal nuovo museo di Reggio Calabria, che custodisce i Bronzi di Riace, al piano di investimenti per il parco archeologico di Sibari. E se dopo essersi visto "sfilare", a dicembre, la direzione generale per l'Arte e l'Architettura contemporanea (annunciatagli dal ministro al telefono, ma poi assegnata a Federica Galloni) aveva fatto ricorso al Tar, ora sarebbe pronto a seppellire l'ascia di guerra. Soddisfatto dal nuovo incarico che lo riporterà a Roma, dove già era stato direttore regionale dei Beni culturali. A capo di una Soprintendenza dal bilancio di circa 60 milioni di euro annui, competente sul monumento più prestigioso e visitato d'Italia. «È una bella sfida e farò di tutto per esserne all'altezza», commenta a caldo dopo la nomina. E se per lui, in realtà, non sarà proprio una prima volta (nel 2006 per alcuni mesi fu incaricato ad interim alla Soprintendenza archeologica della Calabria), lo sarà per il Colosseo, che non è mai stato guidato prima da un architetto. New entry anche per il cda e il Comitato scientifico della Soprintendenza, per cui Franceschini ha nominato ieri gli archeologi Daniele Manacorda (che ha lanciato l'idea, sposata dal ministro, di ricostruire l'arena dell'Anfiteatro Flavio) e Clementina Panella, che per anni ha diretto gli scavi delle pendici nord-orientali del Palatino.