LA TESTA DI FATTURA GRECA VIENE STUDIATA E PULITA SOTTO GLI OCCHI DEI VISITATORI UN RESTAURO a cantiere aperto, eseguito in diretta di fronte al pubblico del Museo Archeologico. E' quello della testa di cavallo in bronzo "Medici Riccardi", capolavoro della scultura greca di età tardo-classica (350 a.C. circa) che, una volta terminato l'intervento, andrà a far parte della mostra "Potere e Pathos. Bronzi del mondo ellenistico", a Palazzo Strozzi dal 14 marzo al 21 giugno, per poi volare oltreoceano, al Getty Museum di Los Angeles (28 luglio-1 novembre) e alla National Gallery of Art di Wahsington (6 dicembre- 20 marzo 2016). Appartenuta a Lorenzo il Magnifico, la sculagli fu integrata dal restauratore Bartolomeo Cennini sotto Cosimo II e, nel 1881, trasferita nelle collezioni del museo insieme altri reperti archeologici delle collezioni mediceo-lorenesi. Il restauro, realizzato grazie al contributo dei Friends of Florence e affidato a Nicola Salvioli, sotto la direzione di Mario Iozzo, è affiancato da una campagna di analisi condotta dal Cnr destinata a individuare i problemi conservativi legati ai materiali originali utilizzati per l'opera, tra cui leghe, patine, cere e dorature. Allo stato attuale il bronzo si presenta gravemente deteriorato, con la caratteristica superficie di un manufatto metallico di scavo, rimasto per molto tempo sepolto. In passato l'opera deve inoltre aver subito una pulitura chimica molto forte che ha causato la rimozione di buona parte delle patura tine nobili formate nei secoli, oltre all'eliminazione di medaglioni e fibbie della testiera di cui rimane traccia delle attaccature. Su tutta la superficie bronzea sono poi presenti residui di calcare risalenti a quando la testa fu usata comeboccad'acquainunafontana a Palazzo Medici Riccardi, calcare parzialmente eliminato con lime e raspe che hanno graffiato parte della superficie. L'opera è stata infine soggetta a una sovrapposizione di cere e sostanze coprenti sotto le quali le prime indagini hanno rilevato la presenza di molti più residui di doratura di quanto fino ad ora non fosse stato possibile vedere a occhio nudo.