Durissime critiche di Tomaso Montanari, che parla di un «effetto pizzeria». La soprintendenza sospende i lavori nella Basilica inferiore. In attesa che si istituisca una commissione, i frati francescani respingono le accuse di malrestauro Nella basilica inferiore di San Francesco ad Assisi interventi di restauro hanno danneggiato testi capitali quali affreschi della bottega di Giotto e di Simone Martini e stanno compromettendo pitture murali di Pietro Lorenzetti? L'interrogativo su queste pagine centrali del primo Trecento è ineludibile dopo quanto ha riferito Tomaso Montanari su «la Repubblica»: dopo un controllo di due ispettori la direzione delle Belle arti e paesaggio guidata dall'architetto Francesco Scoppola, già direttore dei beni culturali in Umbria fino al dicembre scorso, è «allarmatissima» per lavori compiuti sulla Cappella di San Nicola e conclusi da tempo, su una pagina di Simone Martini e per i lavori in corso, da gennaio, sulle pareti affrescate da Pietro Lorenzetti (cfr. «Il Giornale dell'Arte» n. 349, gen. '15, p. 36). Il responsabile dei cantieri del Sacro Convento Sergio Fusetti si dichiara «sbalordito per questo fulmine improvviso e immotivato». Un primo effetto è che la soprintendenza ai beni artistici ha sospeso l'intervento iniziato un mese fa. Ora è probabile che venga istituita una commissione. Per il docente di storia dell'arte all'università Federico II di Napoli invece i motivi per preoccuparsi sono numerosi: sarebbero stati alterati chiaroscuri e altri elementi tanto da creare, con la pulitura del paramento di pietra del Subasio, un effetto «pizzeria». «Ma è ancora più grave, afferma Montanari a "Il Giornale dell'Arte", che discutiamo se testi così importanti sono stati toccati o meno quando dovrebbe esserci un comitato a vegliare e formato dagli esperti dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro o dell'Opificio delle Pietre Dure». Lo storico dell'arte è andato di persona nella basilica inferiore lunedì scorso dopo aver saputo dell'esito dell'ispezione di due esperti inviati da Scoppola un paio di settimane fa. Montanari esprime critiche durissime. Scrive: «Nella cappella di San Nicola, dove è attiva la bottega di Giotto, intorno al 1315, il celebre gruppo della Madonna che sviene ai piedi della Croce ha ora una scalatura cromatica e un chiaroscuro completamente diversi da quelli noti. Accanto, le sublimi mezze figure di Santi affrescate poco dopo (1317-19) da Simone Martini sono ancor più cambiate: appiattite, e prive di alcuni dettagli della decorazione. E la Madonna al centro del trittico nella Cappella di San Nicola, annota ancora lo storico dell'arte, ha completamente (e irreversibilmente) perso il suo manto». Ce n'è di che per sobbalzare sulla sedia. I frati francescani rigettano con durezza ogni accusa di malrestauro: «Critiche pretestuose e polemiche infondate», dichiara il direttore della sala stampa, padre Enzo Fortunato Soprattutto il Sacro Convento contesta le foto pubblicate dal quotidiano su carta e sul web: «Si riferiscono ad affreschi restaurati nel 1968 dall'Icr. Il prima di cui parlano a quando si riferisce? Non a questi anni. E il dopo? Nemmeno. Oltre tutto sono foto scattate da un cellulare che non permettono affatto di fare confronti, non sono affidabili né veritiere». A Scoppola vorrebbero domandare: perché non si è pronunciato quando guidava i beni culturali nella regione? In mezzo al ciclone si trova Fusetti, in servizio presso la basilica da quarant'anni. Replica così: «Le foto su "Repubblica" si riferiscono a Simone Martini e non ci ho mai messo le mani. Né capisco perché le critiche sulla cappella arrivano dopo due anni e mezzo. Sono passati di lì studiosi, restauratori, ministri, direttori, ispettori e funzionari del ministero, c'era la presenza costante dell'ex direttore dell'Icr Giuseppe Basile, e peccato sia morto altrimenti ora parlerebbe». A parere del capo restauratore è «falso dire che ci sono stati schiarimenti. Nel transetto destro stiamo facendo consolidamenti perché è zona sismica e dopo il terremoto facciamo manutenzione preventiva autorizzata e sorvegliata dalla soprintendenza. È un semplice spolverare con un pennello o un intervenire con acqua senza solventi: non fa male a nessuno, e facciamo consolidamento. Ogni nostro intervento dopo il terremoto è stato eseguito sotto la direzione dell'Icr, e poi sotto la supervisione o la guida della soprintendenza».. «Fusetti è un restauratore esperto e scrupoloso, lo difende il soprintendente ai beni artistici dell'Umbria Fabio De Chirico, cui spetta la sorveglianza sui cantieri e ha inviato in giornata la documentazione a Scoppola. Le critiche riguardo alla Cappella di San Nicola mi sembrano strane. Le integrazioni fatte, tutte removibili, riguardano solo parti decorative, non figurative, e comunque parliamo di un lavoro iniziato nel 2010 e finito nel 2012. E nella Cappella del Lorenzetti stanno facendo una manutenzione ordinaria per evitare e prevenire eventuali distacchi, fanno una semplice spolveratura». Quanto a una commissione permanente di esperti sulla basilica di Assisi, De Chirico a «Il Giornale dell'Arte» risponde che ne sarebbe felice «per un monitoraggio costante, per i restauri, mentre non mi pare necessaria per la manutenzione. E l'istituto centrale del restauro non è stato estromesso: si sono conclusi i lavori». Come prova della bontà del loro lavoro nella Cappella di San Nicola, dal Sacro convento rimandano a un articolo di Bruno Zanardi uscito su «Il Giornale dell'Arte» nel novembre 2012 intitolato «Ma Giotto non aveva bisogno di firmare le sue opere come un turista d'oggi». Il teorico e restauratore, docente a Urbino che ha lavorato a lungo nella Basilica assisiate, tirato in ballo alla nostra testata puntualizza: «Ero stato in visita nel 2011 al cantiere quando si stava lavorando nella parte alta della controfacciata. L'impressione era stata d'un buon lavoro, inoltre eseguito da un restauratore che conoscevo da decenni e che sapevo bravo e esperto. Ma quando sono tornato un paio di mesi fa in Basilica con i miei allievi dell'Università di Urbino, vedendo dal basso la Cappella senza ponteggi e vedendo il transetto destro sottoposto nel frattempo, come m'è stato detto, a un lavoro di manutenzione, ho avuto una sensazione molto diversa. Come si fosse proceduto a un restauro estetico di pulitura e reintegrazione con una generale diminuzione dei valori chiaroscurali. Uno sbiancamento, specie nei visi, per un eccesso di pulitura, e un inscurimento dei fondi molto reintegrati. Una sensazione che mai avrei avuto se si fosse proceduto a una manutenzione fatta come le manutenzioni vanno fatte. Cioè limitandosi a togliere la polvere dai dipinti con pennelli di martora. Allora, visto che si vuole fare lo stesso lavoro sull'intera Basilica credo sia meglio per tutti istituire un comitato scientifico internazionale che ci renda sicuri, per primo il restauratore, di come stanno procedendo i lavori».
Il Giornale dell'Arte
20 Febbraio 2015
✓ Entità verificate
ASSISI-Bufera sui restauri degli affreschi di Lorenzetti
ST
Stefano Miliani
Il Giornale dell'Arte
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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