PISA. L'onorevole Realacci e il senatore Modica (insieme ad altri parlamentari dei tre Collegi Pisani) hanno presentato rispettivamente alla Camera e al Senato un'interrogazione al ministero dei Beni Culturali, denunciando la situazione precaria in cui versa l'archivio di Stato di Pisa e gli altri archivi di Stato d'Italia per mancanza di fondi. Questa carenza mette a rischio anche le spese essenziali, quali le spese per la sicurezza e le spese d'ufficio. Infatti i fondi, già limitati negli anni passati, sono stati ulteriormente tagliati, come hanno denunciato pubblicamente la direttrice, dottoressa Maria Augusta Morelli Timpanaro, e gli Amici di Pisa. È reale il rischio di paralisi dell'Archivio di Stato, struttura essenziale per la ricerca storica sia di studiosi che di laureandi, e punto di raccolta e conservazione dei documenti di tutti gli uffici statali. «La sorte degli archivi -scrive Giulio Fabbri per l'Ulivo - è analoga a quella dei musei, degli istituti di ricerca, università e scuola. Le spese per cultura e formazione da questo governo sono considerate improduttive e quindi vengono assoggettate a tagli indiscriminati. A questo orientamento, veramente incivile oltre che miope, tutti devono reagire, anche parlamentari ed esponenti della Casa delle Libertà, in nome della tradizione culturale, che costituisce la più grande ricchezza del nostro paese».