L'ex sindaco Masaracchio: «Rancori e vendette personali portano allo sfascio l'antico maniero» Acate. "Qual è il destino del castello? ". Così torna sull'argomento l'ex sindaco Gaetano Masaracchio a seguito della notizia del ritiro dei mobili dall'antico maniero da parte del principe di Biscari e delle varie feste che nelle sue sale sono state organizzate negli ultimi mesi. "Non ci sorprende il fatto che oggi febbraio 2015 - afferma Masaracchio - il castello dei Principi di Biscari naviga alla mercé di sporadiche iniziative culturali o che tuttora non sia quell' eccellenza tanta strombazzata nelle propagande elettorali comunali, ma ci stupisce la mancanza assoluta di una seria progettualità sul destino del maniero dell'antica Biscari, per le volontà espresse da un po' di anni a oggi. Dal giorno in cui l'opera di restauro e di ristrutturazione del Castello dei Principi di Biscari è stata completata con la sua consegna alla comunità locale, sono stati consumati fiumi d'inchiostro per comunicati, articoli e proclami circa l'utilizzo del maniero secondo programmi elettorali, annunci e convegni patrocinati da partiti, assessori e soprattutto dall'ente Comune. Tuttavia oggi assistiamo ad un utilizzo improprio del castello: discoteca; cenoni; pranzi; e quant'altro fa a pugni con musei relativi alla storia locale e con manifestazioni culturali. Da anni si parla di un museo permanente nelle sale del Castello che dovrebbero accogliere, reperti archeologici del territorio, le opere di Giovanni Cilio, attrezzi e utensili della civiltà contadina e artigiana di Acate, nonché lavori di ricamo dell'antica scuola viennese di Biscari, ma ancora oggi si naviga nel buio e nella più totale confusione, senza alcuna spiegazione". "Non si dica - continua Masaracchio - che due musei, del cinema e dei televisori, sono presenti nelle stanze del maniero, perché il Castello dei Principi di Biscari per la sua gloriosa storia merita ben altro e più rispetto, a partire dall'esposizione dei mobili settecenteschi, oggi ritirati per la negligenza di un Comune che si proietta verso un tramonto inglorioso. Sappiamo che nel 2008 è stata inviata al Comune di Acate una dettagliata relazione dell'arch. Donatella D'Angelo, torinese, circa le potenzialità di sviluppo turistico ed economico che offre il Castello. Purtroppo come è consuetudine ad Acate tutto si perde tra silenzi e stupori inappropriati, tra negligenze e volontà distruttive, tra rancori e vendette, avviandoci ad assistere passivi al degrado morale e materiale di un monumento che rischia ancora una volta di perdersi tra i colombi, i topi e le muffe rovinose". "Il progetto suggerito dalla dottoressa D'Angelo -dichiara ancora Masaracchio - comporterebbe un movimento enorme di risorse economiche ed umane, lavoro e sviluppo delle attività commerciali collaterali. Se poi s'interviene nell'urbanistica del paese e in particolare nel centro storico con un progetto globale a costo zero per il Comune, i flussi turistici sarebbero, incalcolabili, affidando a privati specializzati nel settore la gestione del castello. Questo è stato suggerito dal noto professionista torinese, ma oggi si preferisce accettare l'inesistenza della tanto proclamata "eccellenza" dando spazio a occasionali cenoni, discoteche e festicciole al lume di candela San Valentiniane". 17022015
SICILIA - Acate. Un castello, zero progetti
L'ex sindaco Gaetano Masaracchio ha criticato il Comune di Acate per l'uso improprio del Castello dei Principi di Biscari. Il castello, che era stato restaurato e ristrutturato, è stato utilizzato per discoteche, cenoni e feste, anziché per un museo permanente come previsto. Masaracchio ha affermato che il Comune ha consumato fiumi d'inchiostro per comunicati e proclami, ma non ha fatto nulla per proteggere il castello. Ha anche criticato la mancanza di una progettualità seria sul destino del castello e ha suggerito che il progetto suggerito dalla dottoressa D'Angelo potrebbe comportare un movimento enorme di risorse economiche ed umane.
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