Gli atenei di Bologna e Salerno entrano nel team che salverà PompeiIl rettore Ivano Dionigi, a destra, assieme al responsabile del progetto Giuseppe Sassatelli L'Alma Mater sbaraglia la concorrenza e riceve 700mila euro per un progetto. L'Università campana partecipa assieme a delle imprese private Al via il grande progetto europeo di recupero di Pompei. E l'Alma Mater, insieme all'ateneo di Salerno, farà parte di questa prima fase, in cui sarà mappato in 3d l'intero sito archeologico: il cosiddetto piano della conoscenza. Esclusi gli altri atenei in corsa (tra cui Roma, Napoli, Padova e Lecce) per aggiudicarsi uno dei sei lotti messi a bando dal ministero dei Beni culturali (50 partecipanti in totale). L'Università di Salerno è risultata nel gruppo dei vincitori formando una rete temporanea d'impresa con altri professionisti e ditte private. L'ateneo di Bologna invece si è presentato da solo e ha vinto il lotto 3, che ha qualche "gioiellino" come la casa dei casti amanti e nel quale già da anni opera con un proprio scavo didattico. Ad annunciarlo, questa mattina in conferenza stampa, è il rettore Ivano Dionigi, insieme al direttore del Dipartimento di storia, culture e civiltà (Disci), Giuseppe Sassatelli. "Il sovrintendente di Pompei confida molto sul taglio culturale e scientifico che sapranno dare le università". Essere entrati nel grande progetto di recupero di Pompei, per l'Alma Mater significa prima di tutto ricevere 700mila euro. Entro fine anno, gli archeologi e i tecnici di Bologna dovrebbero completare la mappatura del lotto 3 facendo planimetrie, analisi di ogni muro, monitoraggio delle strutture e scansioni laser delle pitture, mettendo in evidenza quali sono le zone più a rischio. Il tutto confluirà poi nella mappatura complessiva del sito di Pompei, che servirà per far partire le opere di restauro vere e proprie. "Ieri abbiamo avuto in consegna il progetto - spiega Sassatelli - e tra una settimana dovrebbe esserci la firma dell'atto. A marzo si dovrebbe cominciare". Da Bologna saranno impiegati due o tre docenti di Archeologia, più due tecnici per i rilievi e la geoarcheologia. Il team sarà affiancato anche da una decina di studenti (assegnisti di ricerca, dottorandi e allievi della scuola di specializzazione), che faranno così l'esperienza didattica sul campo prevista dal corso di studi. "L'esperienza dell'Alma Mater viene da lontano", sottolinea Dionigi. L'ateneo di Bologna investe ogni anno 100mila euro per i suoi scavi didattici e ha circa 30 cantieri aperti, di cui 20 in italia e 10 all'estero.
Gli atenei di Bologna e Salerno entrano nel team che salverà Pompei
L'Università di Bologna e l'Università di Salerno hanno vinto il concorso per partecipare al progetto europeo di recupero di Pompei. L'Alma Mater riceverà 700mila euro per il progetto, che prevede la mappatura in 3d dell'intero sito archeologico. Il progetto sarà condotto in collaborazione con altre imprese private e professionisti. L'Università di Bologna sarà responsabile della mappatura del lotto 3, mentre l'Università di Salerno sarà parte di una rete temporanea d'impresa con altri professionisti. Il progetto prevede la realizzazione di planimetrie, analisi di ogni muro, monitoraggio delle strutture e scansioni laser delle pitture.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo