Licata (Agrigento) "Sil problema della mancata riapertura del museo della Badia, a quasi sette anni dalla chiusura per lavori di riallestimento, il commissario straordinario ha confermato il suo impegno affinché, in breve tempo, ne venga assicurata la riapertura e si è impegnato a proporre all'amministrazione comunale di inserirlo al centro di un programma di riqualificazione e valorizzazione del centro storico e di incremento del turismo culturale". A diramare la nota il Comune di Licata, pochi giorni fa. Dopo un succedersi di promesse mancate. In un alternarsi di amministrazioni comunali e Soprintendenti. La storia, quella del Museo archeologico Regionale della Badia. La sede museale dal 1995 è ospitata al piano terra del cinquecentesco convento di S. Maria del Soccorso, noto come Badia, e nel chiostro, aggiunto nel Seicento. Uno spazio espositivo nel quale sono confluite le collezioni provenienti dalle indagini archeologiche condotte negli ultimi decenni dalla Soprintendenza di Agrigento. Materiali diversi, dall'età preistorica a quella bizantina, oltre alle statue medievali provenienti dal convento dell'Annunziata e la quattrocentesca Madonna del Soccorso di Domenico Gagini. Fino al 2008, quando se ne è decisa la chiusura per un ampliamento degli spazi espositivi e un riallestimento. Il finanziamento di 500 mila euro, assicurato dai POR Sicilia 2000-2006, sembrava aver risolto il problema delle risorse necessarie. Non è stato così. Eppure nel gennaio 2012 il Soprintendente Mei dichiarava che "entro il mese di settembre il museo sarà pronto e fruibile al pubblico". Niente da fare. Così nel novembre 2014 la nuova Soprintendente, Caterina Greco, annunciava che "La riapertura non è molto distante". Già perché, come ha riportato anche il Giornale di Sicilia agli inizi di febbraio, i lavori sono stati ultimati da tempo e di recente nelle sale al piano terra della Badia sono state sistemate le teche per i reperti. Ma intanto rimane chiuso. Per un centro che ha puntato sul turismo, implementando strutture e infrastrutture ricettive lungo la riviera di ponente e di levante, la prolungata impossibilità ad offrire la visita del Museo archeologico, un passaggio a vuoto. Una irragionevole privazione.