ORISTANO Oltre mille persone nei primi due giorni d'apertura. Anche se attivo ancora solo parzialmente, solo con la prima ala, il nuovo museo diocesano sta attirando l'attenzione e l'interesse degli oristanesi. In attesa dell'apertura della seconda ala, che verrà dedicata ai reperti archeologici provenienti da Tharros, il piano terra è attualmente arricchito dalla esposizione temporanea dedicata a Sant'Archelao e che ospita le statue lignee del tardo barocco della cattedrale di Oristano. All'ingresso sono collocate le reliquie del Patrono della città, il santo martire. Di seguito le preziose sculture lignee della scuola napoletana, risalenti al XVIII secolo. Tra queste spicca la scultura di San Gregorio Magno e di San Pietro Papa. I due simulacri, forse ad opera dello stesso artista, potrebbero essere opera della bottega di Gaetano Patalana (1655-1699). Da osservare con attenzione le statue della Madonna del Carmine e di San Simone Stok, anche queste attribuite alla scuola napoletana. Accanto spiccano le bellissime tavole, dipinte a tempera, dei santi Paolo, Antioco, Maddalena e Pietro, e di San Sebastiano, Giovanni Battista e del santo martire. Risalgono al XVII secolo e sono state realizzate da un ignoto pittore sardo. Una scultura intagliata, dorato e policromo del XVI secolo, raffigura Gesù, è proviene da una bottega sarda. L'esposizione è completata dagli 8 apostoli attribuiti alla bottega sardo catalana di Jaume Rigault e Pietro Cavaro, forse del 1535. I visitatori potranno visitare l'esposizione sino al prossimo 22 febbraio.