«Le città storiche sono insidiate dalla resa a una falsa modernità, dallo spopolamento, dall'oblìo di sé. Di questa minaccia Venezia è il supremo esempio. Dobbiamo ritrovare l'anima, rivedicare il diritto alla città». Questo si legge nella prefazione del libro di Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, tra i più appassionati difensori della storia della città d'acqua, dal titolo "Se Venezia muore". Occasione per discutere di tutela e ambiente, del no alle grandi opere inutili e distruttive, della difesa di una città stravolta dalla speculazione e dal turismo di massa. Se ne parla oggi alle 17.15 nel salone capitolare della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Partecipa all'incontro Felice Casson, senatore del Pd e candidato alle primarie del controsinistra del 15 marzo, insieme ai docenti universitari Donatella Calabi (Iuav), Filippo Maria Pontani (Ca' Foscari) e al Guardian Grande Antonio Cecchini. A proposito di Casson, incassa la fiducia di Beppe Caccia, ex consigliere e assessore comunale, che aderisce al comitato "Felice Casson per Venezia". E sempre riguardo la candidatura del senatore Pd nasce a Marghera un comitato di sostegno, che si è ufficialmente costituito ieri.(a.v.)