Una delegazione di amministratori e dirigenti comunali ha incontrato i residenti: tra le richieste, il miglioramento dei servizi La proposta di un piano strategico di rigenerazione urbana per i quartieri storici di Caltanissetta: l'Amministrazione comunale ha in mano un'altra proposta interessante per il recupero delle zone dell'antica città, quella che si è spopolata tanti anni fa, e che adesso vuole tornare a vivere, con interventi migliorativi. Un piano strategico quello che i componenti del Comitato di quartiere Santa Croce, con in testa il presidente Giacomo Tuccio, il presidente onorario Angelo Fedina e il segretario Cosimo Lorina, hanno consegnato l'altro pomeriggio alla delegazione di amministratori e dirigenti del Comune (c'erano il sindaco Giovanni Ruvolo, gli assessori Pietro Cavaleri, Boris Pastorello e Luigi Zagarrio, il responsabile dell'Ufficio tecnico Giorgio Salamanca e il comandante della Polizia municipale Maurizio Parisi) incontrata nei locali della parrocchia. Intanto è stata consegnata una sintesi di richieste e proposte, che erano state già presentate a Palazzo di Città ed erano rimaste inevase in passato, per migliorare le condizioni di vivibilità del quartiere Santa Croce, tra cui la tamponatura degli ingressi delle case disabitate in vicolo Di Bilio, il miglioramento dell'illuminazione, l'istituzione del mercatino del rigattiere, maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine, la rivalorizzazione del Parco Regalpetra, «tariffe politiche» per il parcheggio di via Medaglie d'Oro, oltre all'utilizzo di immobili storici dismessi, come le ex scuole Galilei, Luigi Monaco e Capuana. Sulla carta è rimasta finora anche la proposta di destinare i tanti immobili comunali presenti nel quartiere nella trasformazione in musei, come quelli della Real Maestranza e del Capitano, nella Casa di Tripisciano, nel laboratorio del Biangardi, nel museo del vestito (dal 1300 al 1900) e delle macchine fotografiche (dal 1900 ad oggi). Tornando al Piano strategico presentato dal Comitato di Santa Croce, si auspica il coinvolgimento sociale degli abitanti nell'azione amministrativo, l'integrazione degli interventi fra operatori pubblici e privati. Un'azione, secondo il Comitato di quartiere, che deve coinvolgere anche associazioni, cooperative, organizzazioni sindacali e cittadini. Si è parlato anche di Piano regolatore generale e da Santa Croce c'è la richiesta di lavorare al piano del quartiere Santa Venera. In sintesi ecco i quattro punti primari del progetto: la riqualificazione del tessuto insediativo e recupero funzionale delle aree residenziali, la realizzazione di aree verdi attrezzate, la revisione della viabilità e della dotazione di servizi, il miglioramento del ciclo dei rifiuti con la istituzione della raccolta differenziata porta a porta. Per dare concretezza al piano, è stata proposta la costituzione di una commissione tecnica permanente costituita da due tecnici comunali e da rappresentante della SOpRINTENDENZA, del Genio Civile, dell'Asl e dell'Inail. Oltre allo snellimento burocratico, proposto anche la istituzione di un ufficio unico per interfacciarsi con i cittadini, la partecipazione economica per gli interventi di interesse pubblico, l'abbattimento degli oneri concessori per gli interventi privati, la creazione di un protocollo per la riduzione degli oneri di conferimento in discarica degli sfabbricidi in quanto la quasi totalità degli interventi previsti nel quartiere Santa Croce, prevede demolizioni, sgomberi e sostituzione edilizia di interi fabbricati. Già ieri una delegazione del Comitato di quartiere Santa Croce si è recata a Palazzo del Carmine per cominciare a pianificare gli interventi. 14022015