Lì al fianco il primo cittadino, "guida" del ministro al Sant'Agostino e in centro città, gongolava. Insomma per Franceschini qui è tutto bello, anzi dovremmo dire "VeryBello" ricordando il nome ben poco felice assegnato dal ministero al sito ufficiale nato per l'Expo. Nel suo giro presso gli antiquari che espongono in fiera - ci sono anche i più importanti d'Italia, da Moretti, a Orsi a Cantore a Robertaebasta tra quelli in cui Franceschini si è fermato - il ministro ha toccato più volte il tema della Galleria Estense. E qui a gongolare è stato, giustamente, il soprintendente e direttore dell'istituto che riapre il 29 maggio Stefano Casciu. Peccato - non sarebbe stato elegante ricordarlo - che proprio la riforma Franceschini potrebbe causare dopo l'inaugurazione del 29 la fuoriuscita di Casciu visto il concorso per direttore che è in atto. L'occasione, in ogni caso, è servita a Franceschini per spiegare la scelta di rendere autonoma l'Estense con altri 19 musei d'Italia tra cui gli Uffizi e le Gallerie di Venezia. «Spesso ci si confonde - dice il politico - perché si dice che l'Estense diventa nazionale. Invece diventerà automoma dal punto di vista gestionale e amministrativo e la scelta è stata fatta non solo guardando al numero di visitatori. In questo caso l'Estense sarebbe stata penalizzata, ma abbiamo anche valutato le possibilità future del museo». Occorre dare la parola a un esperto, Vittorio Sgarbi, per comprendere meglio la scelta dell'Estense rispetto alla Pinacoteca di Bologna (i bolognesi non hanno ancora digerito lo sgarro ministeriale). «La scelta dell'automonia - spiega Sgarbi - è dovuto al fatto che l'Estense è una raccolta principesca nata in secoli ormai remoti. La Pinacoteca di Bologna nasce dall'Accademia di Belle Arti nell'Ottocento, le sue opere arrivano dalle chiese, non sono state acquisite per un fine preciso come a Ferrara e a Modena». All'apertura di Modenantiquaria, alla presenza del sindaco, dei vertici della fiera di Modena e di Bologna, della Bper storico sponsor da 29 edizioni, si è parlato di numerosi temi culturali. In particolare il padrone di casa Philippe Daverio ha ricordato al ministro che il favoloso patrimonio italiano è trattato peggio che in Paesi ben più "poveri" da questo punto di vista. Anche la legislazione non favorisce gli antiquari come ricordava bene il presidente dei modenesi Pietro Cantore: «Non fanno solo commercio, ma anche ricerca e restaurano con passione».
MODENA - Franceschini promuove il progetto Sant'Agostino
Il ministro Franceschini ha visitato la Galleria Estense a Ferrara, insieme al primo cittadino, e ha spiegato la scelta di rendere autonoma l'istituto con altri 19 musei d'Italia, tra cui gli Uffizi e le Gallerie di Venezia. La scelta è stata fatta per renderlo autonomo dal punto di vista gestionale e amministrativo, non per renderlo nazionale. Il ministro ha anche menzionato la Pinacoteca di Bologna, che nasce dall'Accademia di Belle Arti e ha opere acquisite da chiese, mentre l'Estense è una raccolta principesca nata in secoli remoti.
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