«GIUDICO inaccettabile la campagna mediatica che punta a screditare l'operato della Regione Puglia nel procedimento Tap: la posizione della mia amministrazione è sempre stata coerente negli anni e mai ideologica. Siamo stati e siamo contrari all'approdo del gasdotto a Melendugno e questo in base ad evidenze tecnico-scientifiche reiteratamente illustrate nel corso del procedimento di Via e condivise dal ministero dei Beni Culturali». Il governatore Nichi Vendola non ci sta a essere anche solo immaginato come uno sponsor del progetto per il metanodotto proveniente dal Mar Caspio. Sia pure senza citarlo, il riferimento è a Michele Emiliano, candidato del centrosinistra alle regionali, che spesso ricorda: «Se la Regione avesse già indicato qualche anno fa un sito alternativo a quello di San Foca, non saremmo a questo punto». Vendola spiega che «l'accusa di tardività che viene mossa alla Regione è strumentale e del tutto infondata. L'attuale fase del procedimento autorizzativo Tap, coordinata dalla presidenza del consiglio dei ministri, è la sede appropriata in cui le istituzioni possono proporre variazioni progettuali per superare ogni eventuale dissenso». Poi, aggiunge: «A scanso di ogni equivoco, va chiarito che la sede dell'intesa tra Stato e Regione ha come principali protagonisti gli enti territoriali, e non la società proponente. Dunque, si tratta di porre in essere scelte di alta amministrazione; se verranno condivise dalle istituzioni, diventeranno parte integrante dell'autorizzazione Tap, anche nel caso in cui l'azienda dovesse proseguire nel suo atteggiamento ostruzionistico».