Intervento del sindaco: "Se le risorse pubbliche sono limitate, biosgna puntare sulla collaborazione con privati e fondazione. Ma le manifestazioni non vanno elilinate" La grave crisi di bilancio che colpisce la Regione Piemonte- pesante eredità della giunta Cota- ha sollecitato il dibattito su quali debbano essere le priorità a cui dedicare le risorse disponibili. E puntualmente è tornato l'interrogativo se e quanto si debba devolvere alla cultura. E anche se nessuno esplicitamente l'ha sostenuto, è implicitamente riemersa la tesi secondo cui, se si deve scegliere, prima vengono altre cose e poi viene la cultura. Considero da tempo questo approccio gravemente erroneo. Nell'economia globale di oggi la competizione non è solo tra imprese, ma anche tra territori che hanno più opportunità di sviluppo, di attrazione di capitali, e di creazione di lavoro se si offrono come accoglienti, attrattivi, aperti al mondo, densi di sapere e con una qualità alta della vita. Serve a tutto ciò investire in cultura che, dunque, non è qualcosa di aggiuntivo, ma un fattore costitutivo del modello di sviluppo di una città . E' la scelta che le amministrazioni cittadine Torino hanno perseguito ieri con Alfieri, oggi con Braccialarghe e tutta la mia giunta- con grande determinazione, facendo della cultura un tratto di identità e di forza della nuova Torino. Un investimento che ha puntato alla piena valorizzazione delle tante risorse culturali di cui Torino è ricca. L'ampio patrimonio architettonico a partire dalle residenze sabaude- che la città eredita dalla sua storia di capitale per oltre 400 anni. Un giacimento museale di valore nazionale e internazionale, dal Museo Egizio (il secondo al mondo) al Museo nazionale del Cinema, dal Museo del Risorgimento al Museo nazionale dell'Auto, dalla Galleria Sabauda a Palazzo Madama, dall'Accademia Albertina al Museo di Arte Orientale, dalla Gam e da Rivoli alle molte fondazioni private dedicate all'arte contemporanea, dall'Archivio Storico della Città( tra i più ricchi di documentazione in Italia) al sistema delle Biblioteche . Un tessuto di istituzioni culturali di eccellenza in ogni musa: dalla prosa che può vantare un teatro stabile di eccellenza, il TPE, il Teatro Ragazzi, e le tante compagnie di territorio; una tradizione musicale di antica data e oggi riconosciuta nella sua qualità, testimoniata dall'eccellenza del Teatro Regio, dell'Orchestra sinfonica della Rai e del Conservatorio; una vocazione cinematografica mai sopita che, accanto al museo e ai festival, vanta oggi una delle Film Commission italiane più attive; una storica presenza nella danza testimoniata dalle compagnie di Susanna Egri e Loredana Furno, dall'attività delle Fonderie Limone e dal grande successo di Torino Danza. E il profilo di Torino come città dell'editoria e del libro trova nuovo riconoscimento nel successo del Circolo dei Lettori e della Scuola Holden di Alessandro Baricco. Così come autorevole suggello internazionale è il duplice riconoscimento dell'Unesco alle Residenze Sabaude quali patrimonio dell'umanità e alla città di Torino quale capitale del design . Un'attività culturale a tutto campo, a cui la città ha via via affiancato una programmazione di grandi eventi in ogni disciplina: il Festival internazionale del Jazz e Mito Settembre Musica, il Salone internazionale del Libro e Portici di Carta, il Torino Film Festival e il Festival Internazionale del cinema Lgb, Terra Madre e il Salone del Gusto, Prix Italia e la View International Conference, Artissima e le Mostre dei grandi pittori ( tra cui Degas, Renoir, Liechtenstein, i preraffaelliti) promosse insieme ai più grandi musei internazionali. E' questo investimento diffuso e costante in cultura che ha trasformato Torino in una città turistica. Se questa dimensione era in passato delegata alle stazioni sciistiche della corona alpina, oggi Torino proprio grazie ad una straordinaria offerta culturale- è meta turistica sempre più frequentata e riconosciuta al punto da essere la città italiana con il più alto incremento di flussi turistici nel decennio 2004 -2014. Risultato a cui hanno dato un contributo decisivo le Olimpiadi invernali 2006 e le celebrazioni del 150 esimo dell'Unita d'Italia nel 2011. E expo 2015 offre una nuova straordinaria occasione per espandere ulteriormente il profilo di Torino come città d'arte e di cultura. Per altro investire in cultura è del tutto coerente con la scelta strategica operata in questi anni di fare di Torino una città dell'economia della conoscenza, investendo sulla ricerca, sulla università e sulla formazione. Ho richiamato con puntiglio le tante eccellenze culturali di Torino perché si abbia consapevolezza di ciò che si può compromettere quando sbrigativamente si pensa di poter tagliare le risorse per la cultura. E questo spiega anche perche Torino investa globalmente in cultura ogni anno cento milioni di euro, con un modello di partnership pubblico- privata particolarmente efficace. Se minori sono le risorse pubbliche, anziché sbrigativamente eliminare iniziative, occorre rafforzare la strategia già intrapresa in questi anni di promuovere fund rising, mecenatismo civico, contributi da imprese, banche e loro fondazioni, società civile. Insomma: alla cultura Torino non può e non vuole rinunciare, ben consapevole di quanto essa sia una leva irrinunciabile di sviluppo, di crescita , di progresso.